Perché vi parlo de Il capitano Maria

Fiction

Cosa c'entra, dirà chi mi legge, una fiction con La scuola delle mamme, con l'educazione alle differenze ecc? Beh, intanto il mio "interesse" per questa fiction è partito dal titolo, un titolo assurdo in cui non si è ritenuto giusto rispettare la grammatica italiana che contempla un genere maschile e un genere femminile in nome di una "ritrosia" ad usare il femminile per nominare le professioni di rilievo. Al contempo però... bisognava far capire che il capitano è donna e quindi si è affiancato al titolo professionale il nome proprio. Dunque se il Maresciallo è Rocca e il Commissario è Montalbano, il Capitano è Maria... senza cognome, come gli animali (giustamente la linguista Giuliana Giusti fa notare che l'unico "commissario" nominato solo con il nome è un cane, Rex!). Dal trailer scopriamo che ha anche un cognome, Guerra... poi ne riparliamo.

Dunque una capitana, mamma, l'ambientazione nella splendida Trani, il genere poliziesco, ce ne era per incuriosire anche me che non seguo solitamente le fiction.

Ed eccomi qui a fare i commenti, per semplificare li numero:

1) Chissà perché nelle fiction devono sempre distorcere la geografia (che già se ne conosce così poca!), quindi per andare da Roma a Trani pare che bisogni passare per il Gargano! Per quanto vedere lo splendido paesaggio della baia di Mattinatella dall'alto mi faccia piacere non riesco a non chiedermi che ci azzecca...

2) Appena la capitana (scusatemi ma io la chiamo così!) arriva presso la sede di lavoro scopriamo che Guerra è il cognome del marito, le uniche due donne in Italia che sono conosciute professionalmente con il nome del marito sono lei e la Presidente del Senato (guarda caso entrambe si fanno chiamare al maschile!).

3) Il primo giorno in cui è nella nuova sede di lavoro, in una mattinata: va in pattuglia, guardando un ragazzino per strada si insospettisce, lo insegue, lo salva in mare, individua un uomo su un tetto, quasi si fa ammazzare, prende l'uomo, salva il bambino che aveva una cintura di esplosivo addosso, scopre che è in pericolo una scuola intera, guarda caso quella dei suoi figli che frequentano primaria e superiori nello stesso edificio (!), evacua tutta la scolaresca attraverso uno strettissimo passaggio segreto e salva un migliaio di ragazzi/e. Nel frattempo suo figlio e sua figlia il primo giorno di scuola riescono a fare amicizia con i peggiori soggetti della scuola.

4) Nell'ora di religione in classe della figlia si svolge una discussione da cui emerge, fra le altre cose: a) i musulmani sono terroristi e/o i terroristi sono musulmani (e se ci pensi il 10 maggio mattina dopo aver ascoltato per un giorno intero le celebrazioni per gli assassinii di Moro e Impastato diciamo che la cosa ti colpisce!), ma quel che è ancora peggio, sull'associazione fra amore e violenza; b) "l'amore è violenza, altrimenti che amore è?". La ragazza espone questa idea e il concetto resta lì, determinato, senza che il professore lo contesti o lo riprenda.

5) Il bimbo carico di esplosivo dopo essere stato salvato non viene affidata al carabiniere con formazione adeguata ma all'unica donna perché si comprende... l'istinto materno non può che averlo una donna, un po' rotondetta, non particolarmente bella, che risolve i problemi ingozzando il bimbo di brioche (che comunque a Trani e al sud chiamiamo cornetti, non brioche!).

6) E a proposito dei cornetti, trovo sgradevole questo ambientare le fiction in luoghi precisi ma poi non nominare il luogo, il contesto. Nessuno dei ragazzi/e ha l'inflessione locale, tranne il "ceffo" che però parla un dialetto "finto".

7) Come non riflettere sul fatto che una capitana non può che trovarsi imbrigliata in indagini da cui dipende la vita dei suoi figli? E poi sul fatto che nonostante tanta enfasi sul suo ruolo di madre al contempo si comprende che è stata una pessima madre?

8) Che altro? Ah sì, Incontrada mi è simpatica, a volte anche brava, ma in questa fiction mi pare meno espressiva di un pezzo di stoccafisso.

9) Avremo modo di deliziarci nelle prossime puntate con il tenente che guarda siti che non si capisce bene se pornografici o violenti o cosa, con la studente hacker che non si capisce bene se è buona o cattiva, con una pessima recitazione di tutti e tutte, con una lista di stereotipi e luoghi comuni da qui a Trani... O forse no... non dobbiamo per forza, si può cambiare canale...

10) Non dimentichiamo la citazione: il Preside alias Schettino che abbandona la nave ops... la scuola.

Concludendo, di fiction cretine ce ne sono tante, ma si chiederebbe almeno che non passassero messaggi razzisti, che non sdoganassero il binomio amore-violenza e che nominassero correttamente le donne.

PS. Però Trani è bellissima!

Donatella Caione, 10 maggio 2018