Donne che brillano e donne che fanno brillare

Se dico no è NO

Avvengono cose che ti aiutano comprendere altre cose. Ieri sono incappata in una ricerca,  pubblicata da D di Repubblica, svolta dall’Istituto Ipsos per conto di WeWorld Onlus: “Gli italiani e la violenza assistita” condotta su un campione di 500 uomini e 500 donne. Ecco alcun brani dell'articolo:

"È giusto che in casa sia l’uomo a comandare?". A questa domanda solo il 69,21% delle donne ha risposto, in maniera categorica, di no. Mentre la maggior parte del campione maschile si è mantenuta sull’incertezza (33% né si né no) e poco d’accordo (il 22%) che, sommati insieme al 32,42% di uomini che hanno risposto di no, fanno un 85% di uomini che, in ogni caso, esula complessivamente dal "comando".

Il 37% degli intervistati di ambo i sessi che reputa il matrimonio il desiderio più importante di ogni donna, mentre il 36% sostiene che la donna deve restare in casa a prendersi cura dei figli. Il 65% degli intervistati invece dichiara che "la donna è capace di sacrificarsi per la famiglia molto più di un uomo", dato confermato dal 40% delle donne che si reputa "molto d'accordo". Il 32% ritiene che la maternità sia la sola esperienza che consente ad una donna di realizzarsi completamente, il 17% che l’istruzione universitaria sia molto più importante per un uomo che per una donna. Mentre per il 62% è molto importante che una donna sia attraente.  Infine, se si guarda alla sfera lavorativa il 35% degli intervistati di ambo i sessi, secondo la ricerca Ipsos, ritiene che siano molto più importanti la realizzazione e il successo nel lavoro di un uomo piuttosto che quelli di una donna.

Leggendo quest'articolo ho pensato immediatamente alle dichiarazioni diventate virali in rete da un paio di giorni di  Elisa Isoardi, la giornalista compagna di Salvini. Isoardi ha comunicato che, per amore di lui, resterà nell'ombra. Per carità, su questo non ho nulla da eccepire, credo che libertà di scelta ed autodeterminazione siano importantissime. 

Il problema però è che non si è limitata a dire questo ma, se i giornali hanno riportato correttamente (e credo di sì perché non sono arrivate smentite), avrebbe aggiunto: "Una donna deve fare così". E su questo ovviamente non sono assolutamente d'accordo. Io penso che una donna, qualsiasi donna, debba fare come desidera fare. Non voglio che gli uomini mi spieghino come devo comportarmi ma neanche che me lo spieghino le donne.

Ho provato ad immaginare uno scenario: una giovane donna brillante (e non a caso uso questo termine) desidera completare i suoi studi all'estero, o comunque lontano da lui. Lui, il fidanzato, non è contento, lavora e vorrebbe sposarsi subito. La mamma e magari anche la suocera di questa giovane donna fanno parte del 36% che nell'indagine di cui ho parlato che sostiene che la donna deve restare in casa a prendersi cura dei figli. E magari il papà della nostra giovane donna fa parte del 35% che pensa  siano molto più importanti la realizzazione e il successo nel lavoro di un uomo piuttosto che quelli di una donna. Questa giovane donna, già confusa dal finto amore del suo fidanzato e da quel che le dicono i familiari, poi sente una donna nota, compagna di un uomo ancora più noto, dire che la donna deve restare nell'ombra e con grande dolore rinuncia al suo corso all'estero e accetta la proposta di matrimonio, subito, senza lasciare spazio al suo percorso di studio e specializzazione. E usa la sua brillantezza per far brillare lui. Come tante donne.

Lo dicevo proprio qualche giorno fa ad un gruppo di bimbe intelligenti e brave: adesso siete brave, siete intelligenti, siete desiderose di imparare, sarete le più brave anche alle superiori, all'università... però poi non mollate. Usate la brillantezza che possedete per brillare voi! O comunque, qualsiasi decisione prendiate, fatelo perché lo desiderate, non perché lo desidera lui o perché gli altri/e lo ritengono giusto per voi. 

E a Elisa Isoardi dico che fa bene a fare le scelte che ritiene più adatte a se stessa, che condivide, che trova giuste. Ma che le consideri le sue scelte e non qualcosa da imporre a tutte. Non accetto il mansplaining... ma non desidero neanche il womansplaining. E ricordi che quello che dice come donna "visibile" sui media può contribuire a influenzare comportamenti altrui e mentalità.

E concludo con una frase che mi piacerebbe diventasse un mantra per le bambine e le donne: Se dico no è NO. Frase che è anche il titolo del nuovo albo illustrato di Matilda Editrice.

Donatella Caione, 17 marzo 208