Tragedia "sfiorata". Via dall'OdG chi scrive questa roba!

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Tragedia "sfiorata"? Ma che cavolo vuol dire sfiorata? Una donna è morta, due bambini sono rimasti orfani e la tragedia è stata "sfiorata"? Cosa doveva succedere perché la tragedia secondo questi cosiddetti giornalisti fosse stata piena?

Ecco il testo dell'occhiello di quest'articolo: Tragedia famigliare sfiorata a Troia, nel foggiano: il quarantasettenne Ferdinando Carella uccide la moglie Federica Ventura e poi tenta il suicidio. Gravissime le condizioni dell’uomo

Come potremo mai sperare di uscire da questa immensa tragedia culturale e sociale dei femminicidio finché certi giornalisti continueranno a considerare l'assassinio di una donna una tragedia a metà solo perché l'assassino non è "riuscito" a togliersi la vita? Finche continuano a leggere articoli che confondono, riducono, deviano l'attenzione?

Chi spiegherà a due bambini che hanno perso la madre che quella che stanno vivendo è solo una mezza tragedia?

Mi piacerebbe capire cosa c'è nella testa del sedicente giornalista che ha scritto quest'articolo. Forse doveva farla a pezzi oltre che ammazzarla perché la tragedia fosse considerata intera? O forse l'assassino doveva portare a termine il tentativo di suicidio? O uccidere anche i figli?

Ecco le informazioni sulla testata. Segnaliamola all'Ordine dei giornalisti e scriviamo al giornale: 

Zerottonove è una testata giornalistica registrata- Registrazione del Tribunale di Salerno n° 8/2012 del 29 giugno 2012

Associazione Culturale Zerottonove – CF. 95139060651

www.zon.itcontatti@zon.it

Io ho scritto così (alla mail deontologia@odg.it)

Segnalo questo vergognoso occhiello relativo all'articolo sul femminicidio avvenuto ieri a Troia (FG)

https://zon.it/troia-uccide-moglie-suicidio-foggia/

Dove si dice, benchè una donna sia morta, che si è "sfiorata la tragedia".

Spero possiate prendere provvedimenti. Non faremo mai passi avanti nell'andare avanti sulla prevenzione della violenza finchè anche il linguaggio giornalistico non finirà di mandare messaggi distorti e scorretti.

Saluti, Donatella Caione