Sessismo, misoginia, violenza e... canzoni

Fight sexism

Lo dico subito, non la brutta musica è stata responsabile della tragedia di Corinaldo e nemmeno è colpa dei genitori che hanno permesso la partecipazione. Mia figlia aveva 13 anni quando, una decina di anni fa, ci facemmo, lei ed io, due notti in treno per andare al concerto di Avril Lavigne dove c'era un mare di adolescenti ed un mare di genitori, che si divertirono pure, me compresa. Poi qualche mese dopo mio marito accompagnò entrambi i figli al concerto dei Deep Purple... 

Però il tema della musica sessista è venuto fuori ed è giusto parlarne, soprattutto se si è impegnate quotidianamente sul tema del contrasto alla misoginia e alla violenza. Sicuramente se vogliamo fare una riflessione seria e completa della violenza contro le donne e sulle basi culturali di cui si nutre dobbiamo parlare della musica, così come parliamo delle veline, della pubblicità sessista eccetera.

Ok, siamo stati nutriti tutti e tutte di musica trasgressiva e a volte misogina e sessista. Abbiamo ascoltato musica con testi violenti o anche solo melensi che riportavano una immagine idiota delle donne a base di fiore-cuore-amore. Abbiamo anche ascoltato però musica con bei testi. E a volte ci piaceva la musica e i testi neanche li conoscevamo perché non sapevamo bene l'inglese. E c'è voluta anche la musica di rottura per andare avanti... ma è questo il caso? Davvero vogliamo paragonare Jim Morrisono a Skioffi o a Sfera Ebbasta? Trasgressione e femminicidio sono la stessa cosa?

 Vi invito a leggere il testo di Yolandi, brano del rapper Skioffi e se non è sufficiente c'è il video, in cui viene compiuto un femminicidio. Di che stiamo a discutere? Aggiungo, e non è poco rilevante, che questi "cantanti" sono amati da bambine e bambini dai 10-11 anni. In un Paese in cui si mettono all'indice libri che parlano di diversità e di emozioni, in cui si mettono al bando questionari contro il bullismo perché è incluso anche quello omofobico, in cui addirittura si fanno progetti per consolidare gli stereotipi di genere, dobbiamo accettare che bambine e bambini ascoltino questa musica senza perlomeno esprimere un punto di vista? Bisogna chiedere diecimila permessi e autorizzazioni per parlare a bambine e bambini di affettività e contrasto agli stereotipi e poi dobbiamo accettare tutto questo in nome del non essere moralisti/e? E nel frattempo come possiamo incavolarci per gli insulti atroci scatenati dal ministro dell'interno verso due ragazzine che vanno in piazza a protestare per una società più giusta, più egualitaria, più accogliente?

Ok la musica  sessista c'è sempre stata ma c'è sempre stato un femminicidio, e a volte figlicidio, ogni 72 ore? Tante cose ci sono sempre state ma non per questo dobbiamo continuare ad accettarle! Solo poche decine di anni fa c'erano il matrimonio riparatore, lo stupro era un delitto contro la morale, le donne non potevano fare le magistrate, il padre era il capo famiglia!  Intanto bisognerebbe stabilire una differenza fra trasgressione in generale e violenza sessista. Comunque narrare in una canzone un femminicidio, oggi, non è trasgressione. Secondo me poi "la trasgressione passa per il proprio corpo non per quello altrui..." , come è stato giustamente detto in una delle tante discussioni a cui ho partecipato in questi giorni.

La musica trasgressiva ha spesso esaltato l'uso di droghe ma la droga è un tema su cui si parla in continuazione e su cui vi è comunque un contrasto sociale e culturale forte, innegabile. Non è così per il sessismo. Non vediamo per le nostre strade manifesti che invitano all'uso di droghe ma ne vediamo che mostrano il corpo femminile come un oggetto.

Attenzione, la colpa non è dei bambini e delle bambine che ascoltano questa robaccia. E non è facile neanche darla ai genitori. Cosa può fare un genitore contro corrente, che da solo cerca di far ragionare suo/a figlio/a? Non ho ricette purtroppo, non ho soluzioni ma non possiamo cavarcela dicendo che gli adulti hanno sempre condannato la musica dei giovani. Qui si tocca il fondo. E se aggiungiamo questa musica al delirio emotivo che stiamo vivendo, al razzismo, alla negazione della violenza contro le donne, al giornalismo che ci racconta che il femminicida e figlicida era una brava persona io penso che due domande su questa musica e queste canzoni ce le dobbiamo fare. Non per fare censura, la censura non ha mai funzionato e di certo non la auspico. Ma per rifletterci con loro, per discuterne.

Altre riflessioni: io faccio l'editrice, pubblico libri per bambini e bambine, ragazze e ragazzi. Mi sarebbe consentito pubblicare libri per bambini e bambine in cui si inneggia alla violenza? Non dobbiamo forse stare attenti noi editrici ed editori, autrici e autori a ogni singola parola che pubblichiamo? E tutto questo nonostante un libro sarà letto, in media, per bene che vada, da non più di qualche migliaia di giovani?

Qualcuno dice, ma "sulle parole delle canzoni neanche ci riflettono, amano il ritmo". Però, quando mesi fa ho fatto la ricerca su Skioffi mi sono presa un po' di tempo per leggere i commenti ai testi sotto i video, su YouTube. Ed era chiaro che non è vero che quelle canzoni piacciono indipendentemente dai testi, solo per il ritmo, per la musica. No, nei commenti c'era l'approvazione incondizionata per i messaggi violenti e sessisti contenuti in quelle canzoni. L'idolo era tale perché diceva "quelle" cose e non altre. Qualcun'altro porta esempi di canzoni in cui lui insulta lei per averlo tradito. Ma cosa c'entra con l'invitare alla violenza?

E poi si può far conoscere altro. Inserisco qui un paio di spunti trovati sulla bella pagina di NUDM Macerata. Anche i testi sono presi dalla pagina, scritti da Maddy Manca.

In altri paesi europei o del Maghreb le rapper che mettono la protesta, la rabbia nelle loro rime in freestyle sono realtà da tempo, per non dire l' America Latina che ha un vero e proprio filone femminista seguitissimo, in Italia sebbene qualcuna timidamente sia presente sulla scena, non riusciamo a prendere posizione, ancora il 90% è appannaggio maschile incontrastato con tutta la querelle che ne segue (...)
Già da giorni stiamo pubblicando video con i generi musicali che fanno parte della generazione delle giovanissime, è grazie a loro che nel nostro gruppo di nudm Macerata possiamo conoscere un alternativa affinché una generazione rimetta in discussione il maschilismo imperante nella musica che c'è, è presente vi piaccia o meno. 
Ed è da loro che dobbiamo ripartire, fare veicolare una musica in cui le ragazze possano sentirsi libere, non assoggettate come corpi. 
Un femminile liberato, smettiamola di ripetere che è sempre stato così e c'è solo questo. 
Direttamente dalla Francia lei, Eli, appena 20 anni urla la sua rabbia dalle banlieue e pone la questione dal punto di vista femminile.
Libere di esprimerci fuori dalle narrazioni e dai linguaggi machisti. 

Maddy nudm Macerata

Malamente da "El Mal Querer" il nuovo album dell'artista spagnola venticinquenne Rosalìa, ispirato al famosissimo romanzo del XIIII secolo "Flamenca" di autore anonimo. Tale opera tratta di questa bellissima donna di nome Flamenca, costretta a sposare un uomo su accordo del padre. Fin da subito il promesso sposo si mostra scortese e bruto, nel corso del romanzo la storia sfocerà in violenza e segregazione inflitte alla protagonista. Una storia fin troppo moderna.
Ogni canzone ha due titoli, quello dato dall'artista ed il titolo di ogni capitolo del libro.
La peculiarità di questa opera è non solo il contenuto ma anche lo stile compositivo di ogni canzone. Trap, flamenco, elettronica, registri compositivi ispirati alla Marcia Funebre di Chopin.

Sono solo degli esempi, possiamo cercarne altri e far conoscere altro. E magari diffondere il Manifesto per l'antisessismo nel rap italiano realizzato la scorsa estate da NUDM.

Donatella Caione, 14 dicembre 2018

Foto tratta da qui ed usata per il manifesto per l'antisessismo nel rap italiano