Non dire mai al tuo bambino di non piangere come una femminuccia

Non piangere come una femminuccia

Sono molti i motivi per cui è sbagliato dire questa frase:

Intanto perché gli si passa il messaggio, anche inconsapevolmente, che essere una femmina è meno importante,  che le femmine sono inferiori.  Se essere una maschiaccia per una bambina è una cosa accettabile, non si accetta che un bambino si comporti da femminuccia (a prescindere dal motivo per cui lo si dice).

Diretta conseguenza è gli si dà l'idea che piangere sia una manifestazione di debolezza (se le femmine sono inferiori sono anche più deboli) laddove invece il piangere aiuta ad elaborare le delusioni e i dispiaceri. Allo stesso tempo lo si abitua a gestire dispiaceri e frustrazioni in altro modo: non potendo piangere i maschietti elaborano il dolore manifestando rabbia e si abituano a fare così crescendo. Infatti in genere dai bambini non si accetta il pianto ma paradossalmente si accetta la manifestazione di rabbia. Diventa poi una logica conseguenza di ciò che quando diventano grandi e la ragazza li lascia invece di farsi un bel pianto liberatorio diventano violenti, a furia di essere abituati a gestire i dispiaceri con la rabbia. 

E comunque se i maschi non piangessero non avrebbero i dotti lacrimali, la verità è che anche i maschi piangono. Anche se vedere un uomo che piange ci crea più disagio che vedere una donna che piange. "Il fatto che le donne piangano più degli uomini non vuol dire che le bambine piangano (o sentano il bisogno di piangere) più dei bambini, ma vuol dire che nei bambini il piangere viene stigmatizzato mentre nelle bambine viene accettato. Anzi a volte le bambine vengono anche incoraggiate a farlo, per metabolizzare la rabbia o il dolore o un piccolo dispiacere. E lo stesso avviene nelle donne. Una donna che piange suscita tenerezza, empatia, un uomo che piange (a meno che il suo pianto non sia davvero causato da un grande dolore) risulta ai più buffo, provoca anche disagio in chi gli è vicino. Dunque accade più spesso che un uomo quando prova un dolore lo tenga dentro, non lo esterni o lo sfoghi con manifestazioni di rabbia perché sin da bambino è stato abituato a trattenere le emozioni o a sfogarle con reazioni di questo tipo.", tratto da Stereotipi e arzigogoli, di Donatella Caione, Matilda Editrice

Aiutiamo i bambini a gestire più correttamente le emozioni.

Ed ecco un bell'esempio su come le emozioni abbiano connotazioni di genere.

Donatella Caione, 16 novembre 2018