Educare alle differenze

Una storia distopica: Ognuna di noi potrebbe essere Maria

Maria è sposata, ha un bambino e una bambina intorno ai 10 anni. Maria non lavora, il marito guadagna bene, lei nonostante una laurea non ha trovato lavoro e comunque lui l'ha incoraggiata a restare a casa e occuparsi della famiglia, della casa.

Perché diciamo no al DDL Pillon

Appena ho letto il testo del disegno 735 sono caduta dalla sedia, poi mi sono rialzata e ho indagato per scoprire chi fosse il suo relatore. Ho scoperto che il senatore Pillon, bresciano, tra i fondatori del Family Day, è quello che vorrebbe mettere all'indice i libri che parlano di streghe (incluse, immagino, la matrigna di Biancaneve, Amelia con il suo Gennarino e soprattutto Maga Magò che avrebbe avuto l'ardire di provare a sconfiggere Merlino!), e che vorrebbe distruggere la 194, come in Argentina.

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Perché diciamo no al DDL Pillon

Perché vi parlo de Il capitano Maria

Fiction

Cosa c'entra, dirà chi mi legge, una fiction con La scuola delle mamme, con l'educazione alle differenze ecc? Beh, intanto il mio "interesse" per questa fiction è partito dal titolo, un titolo assurdo in cui non si è ritenuto giusto rispettare la grammatica italiana che contempla un genere maschile e un genere femminile in nome di una "ritrosia" ad usare il femminile per nominare le professioni di rilievo. Al contempo però... bisognava far capire che il capitano è donna e quindi si è affiancato al titolo professionale il nome proprio.

Donne che brillano e donne che fanno brillare

Se dico no è NO

Avvengono cose che ti aiutano comprendere altre cose. Ieri sono incappata in una ricerca,  pubblicata da D di Repubblica, svolta dall’Istituto Ipsos per conto di WeWorld Onlus: “Gli italiani e la violenza assistita” condotta su un campione di 500 uomini e 500 donne.

Tragedia "sfiorata". Via dall'OdG chi scrive questa roba!

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Tragedia "sfiorata"? Ma che cavolo vuol dire sfiorata? Una donna è morta, due bambini sono rimasti orfani e la tragedia è stata "sfiorata"? Cosa doveva succedere perché la tragedia secondo questi cosiddetti giornalisti fosse stata piena?

Ecco il testo dell'occhiello di quest'articolo: Tragedia famigliare sfiorata a Troia, nel foggiano: il quarantasettenne Ferdinando Carella uccide la moglie Federica Ventura e poi tenta il suicidio. Gravissime le condizioni dell’uomo

Da Chiamarlo amore non si può nasce DISAMOREX, "farmaco" contro la violenza

Disamorex

Da un'idea dell'Ass. Donne in Rete di Foggia con l'Ass. Logos e il CPO del COA di Foggia nasce DISAMOREX, una campagna innovativa di informazione e prevenzione sulla violenza contro le donne pubblicata da Matilda Editrice.

Il sottotitolo del "farmaco" DISAMOREX è Chiamarlo amore non si può, ovvero il titolo del nostro libro sulla violenza che in questi anni ha dato vita ad incontri, idee, progetti e soprattutto tante riflessioni.

Libri per educare alle differenze

libri vari

Cosa vuol dire per Matilda Editrice Mammeonline educare al genere o educare alle differenze?
Innanzitutto vuol dire realizzare libri senza stereotipi, poi realizzare libri ambine protagoniste, bambine che non sono le solite principesse ma che fanno con naturalezza cose non necessariamente da femmine.

Chiamarlo amore non si può

Chiamarlo amore non si può

Com'è nata l'idea di Chiamarlo amore non si può?

L'idea è di Annamaria Piccione, una delle 23 autrici, ma anche l'ideatrice di questo libro. Le è capitato di ascoltare la canzone La fata di Edoardo Bennato proprio quando stavamo lavorando alla nascita del libro.