Una nuova Alba

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L'altra serai ho partecipato ad un incontro sulla violenza contro le donne, in un piccolo e grazioso paese abruzzese, invitata da una associazione culturale del luogo e dalle responsabili di un Centro antiviolenza della zona, delle donne brave e determinate che già avevo avuto modo di conoscere. Io ovviamente come editrice ho parlato dell'importanza della prevenzione, dell'importanza del contrasto agli stereotipi di genere fin dall'infanzia anche facendo attenzione al linguaggio e del libro Chiamarlo amore non si può e le motivazioni che mi hanno spinta a pubblicarlo.

Per certi versi non è stato un incontro facile, il pubblico era composto per lo più da uomini e alcuni erano un po' negazionisti, qualcuno ha cominciato anche a tirar furi il "se la cercano" o le differenze antropologiche che noi donne ci permettiamo di voler ribaltare. Ma ce la siamo cavata, io e le amiche del Cav. E sicuramente è stato anche un incontro più utile e stimolante di quelli in cui alla fine siamo tutte/i d'accordo e, come dire, ce la cantiamo e ce la suoniamo tra noi! Novembre qui in Puglia è periodo di semina e qualche seme l'abbiamo gettato... 

Molti di loro si sono sentiti anche colpiti, anche se non vi è stato nessun atto d'accusa nei confronti della categoria maschi. Anzi, ho parlato dell'importanza dell'educazione corretta, e degli errori educativi non possono che essere commessi da chi soprattutto si occupa di educazione, quindi mamme ed insegnanti, che per lo più sono donne.

Però finchè si è parlato di violenza fisica, anche se il signore di cui parlavo ha affermato che a volte i comportamenti delle donne fanno da richiamo alla violenza, i più non hanno avuto nulla da ridire. (E qui apro una parentesi per ringraziare uomini che pur con le loro perplessità sono capaci di mettersi in discussione partecipando a questi incontri). Però a un certo punto si è passati a parlare della violenza psicologica, di come alcuni mariti soprattutto riescano ad annullare e svilire, solo con le parole. E lì, c'è stata la battuta di un signore riguardo ai rimproveri che riceve quotidianamente dalla moglie, che ha provocato ilarità in più partecipanti sulla violenza psicologica.

Ma a quel punto una delle donne del centro antiviolenza, che si occupa tra l'altro anche di laboratori teatrali, si è alzata in piedi, ha preso in mano il libro Chiamarlo amore non si può e ha letto alcun brevi brani estratti dal racconto di Chiare Segrè, Una nuova Alba:

Io ti ho preso solo perché mi facevi pena, brutta e grassa come sei, saresti rimasta sola come una cagna bastarda.

Stasera non ci sono: tutti i direttori di reparto cenano col nuovo amministratore delegato. Ho detto che non ti sentivi bene. Cessa e scema come sei mi faresti sfigurare con le mogli degli altri.

Donna inutile... cretina lobotomizzata! Non fai un cazzo dalla mattina alla sera perché io mi spacco il culo per portare a casa i soldi e farti fare una vita da regina, a te e a loro due.

Ed è calato il silenzio.