Una mattina senza elettricità

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Questa mattina non c'è corrente elettrica a casa, siamo stati avvisati nei giorni scorsi tramite un cartello affisso nel portone di casa. Saperlo però non serve a granchè... ma se non altro è stato utile per sapere di non dover prendere l'ascensore e mettere in carica il mio iphone appena sveglia in modo da avere almeno il telefonino carico, visto che anche il cordless fa parte di tutti gli strumenti che non funzioneranno stamattina: caffettiera elettrica, aspirapolvere, lavatrice sono i primi tre di cui ho sentito il bisogno. E poi naturalmente il computer. Per fortuna il mio Mac mi permette un lungo utilizzo grazie alla batteria ma ovviamente va usato solo offline perché il modem è spento. Ma, cosa ancora più importante, vista l'atavica carenza d'acqua in estate nella mia città, l'impianto idraulico di casa passa dall'autoclave che funziona, ovviamente, a energia elettrica. Quindi niente acqua. Il che è anche peggio di niente elettricità. Ho giusto riempito un paio di secchi per le principali esigenze igieniche.

Quindi niente doccia... e niente caffè con la schiuma! Si ritorna alla vecchia Moka, che fa parte di quelle categorie di utensili, messi da parte ma non eliminati, insieme alla scopa ad esempio!, perché ogni tanto succede qualcosa che ci fa ricordare la nostra dipendenza dai vecchi utensili. Mia figlia osserva che doveva essere proprio dura la vita prima dell'elettricità e mi guarda con il tono di lieve compatimento! Proprio lei, che ascolta i 33 giri sul vecchio giradischi del padre e ogni tanto si diverte a usare la mia vecchia Olivetti. "Ma che vai a pensare Paola... erano i nonni che vivevano queste situazioni non io". Quando erano piccoli i miei figli immaginavano la mia infanzia come quella di Wilma Flintstone, poi via via che crescevano in effetti il compatimento è cominciato a diventare ammirazione, poiché entrambi sono due giovani un po' vintage, ma quel che non cambia è il loro confondere temporalmente la mia infanzia con quella dei miei genitori. Sicché quando mi dicono che se loro fossero stati in me avrebbero fatto di tutto per partecipare a Woodstock, mi tocca spiegargli che sarebbe stato un po' difficile visto che nel 1969 avevo sette anni!

Anche perché poi, non so se i miei coetanei baby boomers sono s'accordo, ma a me sembra che sia maggiore la differenza fra gli anni settanta/ottanta (in cui ero giovane io) e gli anni quaranta/cinquanta in cui lo erano i miei, che non fra gli anni settanta e oggi. Sono fortemente convinta che la spartiacque sia stata la lavatrice! Infatti stamattina posso spazzare il pavimento con la scopa, strofinarmi i capelli bagnati fino a farli quasi asciugare con l'asciugamano, rinunciare a scaldarmi la broche nel microonde ma nessuno mi convincerebbe a lavare il bucato a mano! Altro che 7 ore di interruzione di corrente ci vorrebbero! 

In effetti però nella mia infanzia c'era qualcosa che in qualche modo era come se mi facesse un po' viaggiare nel tempo. L'estate che si trascorreva in campagna! Appena si arrivava in campagna, a cavallo tra maggio e giugno, la vita cambiava perché in campagna da noi, nella pianura del Tavoliere delle Puglie, negli anni Sessanta ancora non era arrivata l'energia elettrica. Io ero bambina però, quindi la cosa per me incideva solo per alcuni aspetti. Non ero io che dovevo lavare i panni a mano, non ero io che dovevo tirare l'acqua dal pozzo e poi portare i secchi in casa per cucinare e lavare, non ero io che per stirare dovevo usare quegli antichi ferri da stiro che si arroventavano sulla fiamma... anzi da quelli dovevo tenermi molto alla larga!!! A me non mancava nulla, avevo i miei amati libri (fateci caso... un libro può salvarvi sempre!, anche quando non c'è corrente!), gli alberi su cui arrampicarmi, il pallone con cui giocare con mio fratello e i cugini e tutti gli altri giochi di "campagna": bocce, piastrelle, fresbee, corda per saltare e tutta una serie di strani giochi di cui non ricordo il nome ma di cui poi magari poi vi racconto. E poi i giochi che si fanno senza strumenti: nascondino, mosca cieca, regina reginella, colore colore, bandierina, belle statuine. Sinceramente, che l'energia elettrica ci fosse o no, mi era completamente indifferente. Anche perché le giornate d'estate sono lunghe, in campagna si andava a letto presto e il buio del dopo cena favoriva due bellissime attività di noi bambine e bambini: la ricerca delle lucciole, cantando ovviamente la ben nota canzoncina: "Lucciola lucciola vien da me/che ti do il pan del re/pan del re, della regina/lucciola lucciola vien vicina e le "prove di coraggio" che consistevano nell'avventurarsi al buio, chi si allontanava di più vinceva... se poi qualcuno riusciva a fare tutto il giro della casa era l'eroe della serata! In effetti ce n'era una terza, stare tutti insieme a chiacchierare, magari sgranocchiando semi di zucca... e qualche volta anche ascoltando le storie paurose della zia.

Beh, la televisione, quello che da oltre cinquant'anni è considerato l'elettrodomestico più importante, merita un capitolo a parte. Se non altro perché credo che tra non molto dovrà cedere il primo e il secondo gradino del podio al computer e al telefonino. (Ci sarebbe sempre anche la lavatrice, ma qui bisognerebbe fare forse una categoria diversificata per sesso, purtroppo...).

La tanto vituperata televisione, di cui adesso farei tranquillamente a meno, sostituendola con il computer, in effetti faceva parte della nostra vita in campagna senza energia elettrica, anche perché mio padre è sempre stato in confidenza con le nuove tecnologie.

Avevamo un piccolo Brionvega, in b/n ovviamente, con uno schermo che credo fosse di undici pollici, che poteva essere collegato alla batteria dell'auto. Dunque mio padre la sera dopo cena staccava la batteria dell'automobile, la portava su a casa, e così si accendeva la televisione. Se c'era qualcosa che valesse la pena di vedere ovviamente... sui due canali disponibili. Sicuramente il giovedì, ogni due settimane, c'era qualcosa che andava assolutamente visto: Giochi senza Frontiere. E non solo, sempre grazie alla batteria dell'auto ho giocato al mio primo videogioco: chi se lo ricorda Pong?