Una giornata dolorosa

Oggi sono nera... è successa una cosa tremenda, un compagno di mio figlio che era con lui dal primo al terzo superiore (poi l'anno scorso è stato respinto) è morto in un incidente stradale. Troppo lungo spiegare la sua storia, un ragazzo albanese... un minorenne che guida... troppo lunga ma anche troppo già visto purtroppo...

e cosa fa la prof di filosofia davanti a a una trentina di diciassettenni sconvolti? Gli dice che bisogna imparare a non buttare così la vita e chiama alla lavagna per interrogare... sapete, martedì ci sono i colloqui... bisogna interrogare... e chi invece meglio di lei, insegnante di materie letterarie, poteva far parlare questi ragazzi, raccogliere le loro emozioni, il loro dolore...

il ragazzo che non c'è più è andato tre anni a scuola al liceo con mio figlio. Al biennio se la cavava benino, nonostante venisse da una scuola media di paese, uno di quei paesi appunto pieni di stranieri, dove un qualche prof attento avrà consigliato ai genitori di puntare su questo ragazzo, di mandarlo al liceo, quello duro, nella sezione sperimentale, ancora più dura. E lui se la cavava fra questi ragazzi di città, di famiglie in grado di sostenerli anche culturalmente... veniva qualche volta a casa a giocare con la playstation con mio figlio, lui non aveva la playstation, ma era un bravo ragazzo, educato, per bene... di quelli che alle mamme piacciono come amici dei propri figli. Poi l'anno scorso, in terzo, qualcosa non ha funzionato, ha cominciato ad andare meno bene, a fare tante assenze ed è stato respinto. Dovevano essere respinti 4-5 ragazzi, poi gli altri se la sono cavata, lui no.
Quest'anno frequentava di nuovo il terzo, stessa sezione... io speravo ce la facesse, tifavo per lui. Ricordo il padre ai colloqui, accompagnato dall'altra figlia, anche lei alle superiori... forse non si sentiva in grado di affrontare da solo i prof del liceo, quel liceo da cui magari lui sperava in un riscatto, che sperava potesse procurare al figlio un fututo diverso dal suo di bracciante extracomunitario emigrato.
Ma lui non ce l'ha fatta, stamattina i suoi compagni l'hanno salutato all'obitorio. Con buona pace della prof che non ha saputo dire di meglio, a dei ragazzi sconvolti, che bisogna stare attenti a non buttare la propria vita.