Una brutta giornata... una racconto per bambini maschi!

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L'8 marzo lascuoladellemamme vuole dedicarlo a tutti i bambini. Ma proprio i bambini maschi! Perchè gli stereotipi fanno male anche a loro, tanto quanto alle bambine! E se l'educazione dei bambini, maschi, fosse diversa, anche i rapporti con le bambine sarebbero diversi... e anche quelli fra gli uomini e le donne.

A tutti loro vogliamo dedicare questo racconto. E un fiore... perchè anche ai bambini, maschi, piacciono i fiori!

Una brutta giornata

Oggi è stata una brutta giornata, dall'inizio. Appena alzato, mamma mi ha preparato il frullato ma non ne avevo voglia... mai che ci fosse la crostata quando la desideri..., poi arrivo a scuola e vengo interrogato in scienze... e la professoressa aveva detto che oggi non avrebbe interrogato e io quindi mi ero giusto dato una lettura, ma mi scoccia, perché scienze mi piace, è la materia che preferisco e volevo prendere un bel voto... e poi nell'ora di ginnastica è successa una cosa ancora peggiore...

Sì, proprio una brutta giornata... sono proprio arrabbiato. O forse dispiaciuto... ma anche avvilito... umiliato, sì, ecco forse è questa la parola giusta. È così difficile trovare le parole quando pensi a quello che senti... Se hai male fisico è più facile, dici: "Mi fa male la pancia"... ma quando hai una tale confusione in testa diventa tutto così complicato... La fa facile mamma: lei dice: "Esprimi le tue emozioni con calma, sfogati parlando, io ti ascolto se vuoi"... ma lo so che anche lei non ci riesce sennò eviterebbe di discutere ogni tanto con papà... o forse è proprio il discutere che li aiuta ad esprimere la rabbia? Boh... certo è che ogni tanto potersi sfogare fa bene... le cose ti escono fuori dalla testa e tu non devi pensare se sono rabbia, o dispiacere o cosa... escono fuori e basta, e dopo ti senti meglio. Ma ci vuole pure una persona adatta, una volta l'ho fatto con la professoressa di italiano, qualche volta con mamma, ma ero più piccolo, era bello sfogarsi e poi ricevere le sue coccole. Per le ragazze è più facile, loro si sfogano con le amiche, le vedo a scuola, piangono anche, poi si abbracciano... per noi maschi è più difficile, perché se io vado da Andrea, mi sfogo e mi scappa di mettermi a piangere, lui, anche se è il mio migliore amico dalla prima elementare, sono sicuro che si mette a ridere e dice che sono una femminuccia. Anche se poi lo conosco, sono sette anni che siamo amici, lo so che anche lui a volte avrebbe voglia di urlare, di piangere, di sfogarsi, specie quando quella smorfiosa di Elena gli dice che lui è piccoletto! O quando Marco gli prende la merenda. Allora Andrea mi dice che tanto non la voleva, che è stato lui a dargliela, ma io non ci credo, lo so che è arrabbiato e gli verrebbe voglia di piangere! Una volta però ne abbiamo parlato, mi ha detto che il papà gli ha detto che quando Marco fa il prepotente con lui deve metterlo a posto e che se vuole lo porta a fare boxe con lui. Anche il papà di Andrea è piccoletto ma con la boxe è diventato forte! Ma Andrea non vuole picchiare nessuno, vorrebbe solo essere lasciato in pace, non gli importa di diventare forte, non vuole picchiare nessuno. Anche per questo fatto invidio le ragazze, loro non hanno bisogno di picchiarsi per litigare... magari si fanno qualche dispetto e poi tornano a essere amiche.

Forse perché le ragazze non sono forti? Boh... non lo so se è per questo, anche perché se facessero la lotta fra loro qualcuna dovrebbe sempre essere la più forte. Ma sono fortunate, nessuno dice loro di risolvere i problemi picchiando. Mamma però dice sempre che non si risolve niente picchiando, infatti lei si arrabbia quando vede che altri genitori picchiano i figli... lei a me e mia sorella non ci ha mai picchiati e io ne sono contento... lei è fissata col dialogo... meno male!

Anche la maestra di religione alle elementari lo diceva. Era forte quella maestra, la sua ora se ne andava quasi tutta per raccontare che problemi c'erano, chi aveva litigato con chi, se c'erano i gruppetti in classe. Però il prof di religione delle medie ci spiega solo religione, forse perché siamo grandi e dobbiamo risolverci i problemi da soli?

Vabbè... è meglio che mi addormento, ora, e non ci penso più. Caro Snoopy... beato te che sei di peluche e non hai tutti questi problemi. Però ti voglio bene, a te sì che posso raccontarti tutto, poi ti racconterò anche cosa mi ha fatto tanto arrabbiare oggi... ma forse sono già un po' meno arrabbiato dopo essermi sfogato con te.