Un whatsapp che dice la verità

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Abbiamo preparato un testo, io cioè Donatella Caione e la psicologa Tiziana Carella, da inviare tramite whatsapp per rispondere a chi invia messaggi inventati come quelli che stanno circolando in questi giorni. Una mamma smanettatrice può facilmente fare un copia incolla collegandosi a questo articolo dallo smartphone.

Care mamme e cari papà, la "teoria del gender" è una bufala, l'ha confermato anche la ministra Giannini, spiegando che la legge sulla Buona Scuola dice solo: "Il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni".

Vuol dire abituare all'idea che un bambino può desiderare di fare il ballerino o una bambina la calciatrice, che un papà può cambiare un pannolino o la mamma può riparare un rubinetto o spiegare ai giovani e alle giovani l'importanza del rispetto nelle relazioni, per cercare di prevenire il femminicidio, o svolgere attività per contrastare il bullismo verso ogni persona discriminata.

Nessuno spiegherà che il sesso si sceglie e nè si parlerà a scuola di masturbazione. Chi lo dice vuole solo confondere le idee e fare disinformazione.

Comunque il patto di corresposabilità non c'entra nulla con tutto questo, così come non c'entra nulla il DDL Cirinnà che oltretutto è appunto solo un progetto di legge e non riguarda la scuola.

Quindi:

Se vi dicono che a scuola qualcuno vuole insegnare a bambini e bambine a masturbarsi, è una bufala. 
Se vi dicono che a scuola si svolgono attività in cui si invita i bambini/e a toccarsi e spogliarsi, è una bufala.
Se vi dicono che a scuola si spiega a bambini/e e ragazzi/e che il sesso si può scegliere, è una bufala.
Se vi dicono che a scuola si fa educazione sessuale precoce, è una bufala.
Se vi dicono che a scuola si dice a bambini/e che si può scegliere di essere omosessuali, è una bufala.
Combattere il bullismo omofobico vuol dire solo prevenire una forma di discriminazione, accogliendo la raccomandazione Cm/Rec (2010)5  del Comitato dei ministri d'Europa che ha lo scopo di combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale.