Un triste deja vu

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Ieri, leggendo quest'articolo sul Manifesto, ho avuto un deja-vu. E sono tornata indietro di 13 anni quando lessi sul Corriere della Sera l'articolo di una giornalista che fino ad allora amavo moltissimo: Barbara Palombelli. Erano i giorni in cui, nella disperazione di donne ed uomini infertili e/o malati e/o portatori sani di malattie genetiche varie, si approvava in parlamento la legge 40 sulla procreazione assistita. Palombelli era contraria alla procreazione assistita, pur definendosi nello stesso articolo antiproibizionista storica e assoluta, si arrogava il diritto di proporre a tutte le donne infertili l'adozione. Ma il punto non è questo, il punto è che non aveva capito che la legge 40 nasceva per limitare e vietare la procreazione assistita, non per agevolarla e consentirla (come si faceva negli altri paesi cvili). Insomma, tanto blaterare per nulla, nella sua furia cieca contro le mamme della procreazione assistita (Cito alcuni suoi pensieri: me lo costruisco frullando e concentrando spermatozoi deboli, vicini o lontani... naturalmente scegliendo il meglio, fra i dna a disposizione, una brava mamma non bada a spese (il fisico di Cannavaro, il sorriso di Richard Gere, l'intelligenza di un Nobel, basteranno, per una mamma-vip?).

Dunque un articolo non solo discutibile nella parte soggettiva ma finanche basato su una informazione falsa, ovvero che la legge 40 servisse per favorire la procreazione assistita laddove la legge 40 fu una legge che limitò la procreazione assistita. Sempre su una informazione falsa si basa l'articolo del Manifesto che ho linkato dove si dice che l'utero in affitto e la fecondazione eterologa sono vietati. L'utero in affitto sì, lo è, per tutte e per tutti. La fecondazione eterologa non è più vietata da quasi due anni, tranne che per le coppie omosessuali, ovvero per le donne omosessuali perchè gli uomini non avrebbero che farsene poichè non avendo uteri a nulla gli serve avere a disposizione i gameti femminili e basta. Dicevo, gli altri divieti di eterologa sono caduti a seguito di pronunciamenti di incostituzionalità richiesti e anche questo limite è destinato a cadere poichè è il più incostituzionale e il più discriminante.

Ma che cosa invece sta succedendo in questi giorni? Di cosa si dibatte? (e mi riferisco al dibattito nell'area progressista della scietà, di sentinelle e co. mi interessa poco). Invece di sostenere l'importanza di abbattare il divieto di eterologa per le coppie omosessuali (nella fattispecie donne), invece di sostenere che la genitorialità di due mamme è pienamente legittima perchè non comporta prestazioni quali la gravidanza per altri, il dibattito, anche da parte delle donne, si concentra tutto sulla gravidanza per altri, ovvero sulla genitorialità maschile, ovvero sugli uomini. E si arriva quindi al paradosso di un dibattito come quello attuale in cui pare che la stepchild adoption sia qualcosa che riguardi solo le coppie di uomini e che comporti sempre l'essere arrivati a una genitorialità omosessuale tramite la gravidanza per altri. Cosa assolutamente falsa!!!

Dunque, facciamo un po' di chiarezza, se la donazione di gameti è entrata a far parte del nostro ordinamento per le coppie etero, se ormai si è compreso che è etico e giusto poter donare dei gameti così come si dona il sangue o il cordone ombelicale beh, che questa donazione sia aperta anche alle coppie non etero, ovvero di due aspiranti mamme. Non so se ci sono statistiche sul numero di coppie di mamme rispetto a quelle di papà, ma se pure fossero non più della metà non vedo un solo buon motivo per cui la legislazione non debba occuparsi di qualcosa che riguarda solo le donne. E naturalmente i bambini e le bambine, che nascono, e di cui dobbiamo prendere atto.

Si tratta semplicemente di non parlare sempre e solo di uomini ma di valutare questa situazione dal punto di vista delle donne, ovvero delle mamme, perchè completamente diversa. D'altra parte le donne da sempre hanno cresciuto i figli da sole, da sempre gli uomini hanno versato il loro sperma senza essere consapevoli di dare inizio a nuove vite, e il tutto è sempre stato considerato assolutamente naturale (a differenza del contrario). Non parlando delle gravidanze di mamme facciamo solo il gioco di alcuni retrogradi, omofobi e maschilisti.

Anche della gravidanza per altri dobbiamo parlarne, certo. Chiudere gli occhi non serve. Da parte mia più che un divieto occorre una regolamentazione. I divieti generano solo confusione, come appunto il divieto di eterologa, o pensiamo al divieto di aborto. Che la gravidanza per altri sia uno sfruttamento, e sfruttamento dei ricchi sulle più povere non mi sta bene, ma se fosse un dono, realmente libero, di una sorella, di una madre, di una amica? Avremo tempo per dibatterne serenamente, ma ora pensiamo alle donne aspiranti mamme e ai bambini e bambine già nati! E comunque avremo tempo anche di capire cosa possiamo fare per tutte le donne vittime della tratta e dei racket, costrette a prostituirsi, perchè battersi dalla parte delle donne vuol dire farlo senza sè e senza ma, dalla parte di ogni donna che per i motivi più vari è costretta a vendere il proprio corpo.

Illustrazione di Tiziana Rinaldi