Un salto all'indietro...

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E' finita come temevo. Anche se non è ancora stata posta la parola fine alla vicenda del ddl Cirinnà, possiamo ormai intravedere quale sarà l'esito. Avremo una legge che di fatto non darà che pochissimo in più alle coppie di fatto ma di certo escluderà comunque nuovi diritti a bambine e bambini. Una legge che però sarà più che sufficiente alle necessità delle coppie di fatto eterosessuali. Quindi una legge che non nasce certamente avendo presente i bisogni giuridici delle coppie omosessuali.

Chi dobbiamo ringraziare per questo?

Intanto il popolo del Family day, che poi alla fine sono quattro gatti ma che hanno avuto la capacità, perchè negarlo?, di farsi sentire, non importa se raccontando bufale, come quella del gender, alla quale hanno lavorato con grande perseveranza da oltre due anni, ovvero da quando il ddl è stato presentato. Un lavorio continuo, basato su bugie, ma tale da creare l'idea che ci fosse un grande movimento di opinione dietro.

Ovviamente la politica, e i giochetti di potere. Hanno sbagliato però perchè non si sono resi conto che la maggior parte della gente non è con loro. E anche se adesso cercano di addossarsi reciprocamente responsabilità, sono responsabili tutti: chi non voleva approvare la stepchild dall'inizio, chi sembrava la volesse ma l'ha messa sotto i piedi per fare giochetti sporchi e chi, pur volendola, non ha saputo difenderla.

E secondo me è un po' anche colpa di tutte quelle persone, ahimè soprattutto donne, che hanno puntato il dito sulla gravidanza per altri, come se i bambini e le bambine non esistessero già e come se le coppie omosessuali fossero costituite solo da uomini! Nutro anche io i miei dubbi sulla gravidanza per altri, ma adesso non era questo il problema. E' stata ad arte tirata fuori e messa sul piatto della bilancia dal popolo del "gender", e purtroppo in tanti gli sono andati dietro, rivendicando il diritto delle donne di opporvisi. Ma la gravidanza per altri è vietata nel nostro ordinamento e tale sarebbe rimasta. E' stato se ci pensiamo l'unico dei divieti posti dalla legge 40 del 2004 a restare in piedi, dopo 12 anni. Avremmo avuto tempo, dopo, di discuterne, in modo più sereno. Ripeto, non era questo il momento di alzare questa ulteriore barriera. Se non altro, per stare dalla parte delle donne che, lo sappiamo, sono sempre discriminate, anche nell'ambito delle categorie discriminate, e che di certo non hanno bisogno della gravidanza per altri per diventare madri.

Quanta similitudine con la legge 40! Le bugie, la manipolazione della verità, la confusione creata ad arte... Un'altra vicenda che ci mostra quanto la società vada avanti ma il diritto non lo voglia riconoscere. Lo riconoscerà, questo è certo, ma ci vorrà altro tempo, altre sofferenze, altre rabbie. Di certo in queste settimane sono successe anche cose belle, di certo anche se il Parlamento si è mostrato più che mai omofobo, ignorante, interessato solo ai suoi interessi, la società va avanti, accogliendo, riconoscendo, amando. Però dovremo stare attenti perchè si va avanti ma si torna indietro e questa sconfitta potrebbe portare con sè altri colpi di coda. La nostra voce dovrà essere ancora più forte, ancora più precisa, ancora più decisa. Così come in questo momento dobbiamo stare attente/i a difendere la 194 dall'obiezione di coscienza.

Concludo rivolgendo il mio pensiero ai bambine e alle bambine che vivono nella stessa famiglia ma che agli occhi del diritto non possono essere considerati figli/e, nipoti, sorelle e fratelli. Sappiate bambini e bambine che siamo in tanti e tante con voi, non vi abbandoneremo.