Tutto quello che c'è da sapere sulla bufala del gender

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Quando comincia la questione gender?

Tutto comincia un paio d'anni fa, mentre da più parti si comincia a parlare dell'importanza di educare ai sentimenti e contrastare gli stereotipi di genere (anche per contrastare la violenza contro le donne e il bullismo, compreso quello omofobico) si comincia a creare la voce di una certa ideologia gender che vorrebbe negare le differenze uomo-donna. Poi con i mesi questa ideologia gender, che in realtà non esiste, viene "arricchita" di contenuti sempre più spaventosi.

 

C'è un equivoco ?

Sì, c'è un equivoco ma appositamente creato. L'ideologia gender non esiste.

 

Chi ha messo in piedi questa teoria?

Alcune associazioni di stampo cattolico ultraconservatore, come Manif pour tous Italia (le Sentinelle in Piedi), Pro Vita Onlus, Age, Agesc, Giuristi per la vita e Movimento per la Vita per una sana educazione sessuale a scuola. Secondo queste associazioni e le persone che ne fanno parte esiste una teoria del Gender, un'ideologia del Gender e quindi un’educazione Gender. Secondo coloro che l'hanno inventata l'ideologia gender dovrebbe spiegare a bambini e bambine, ad esempio, che ognuno di noi può scegliersi il sesso, insegnare ai bimbi e bimbe dai tre anni in su a masturbarsi, fare in modo che si tocchino e altre mostruosità che mi sento pure a disagio a raccontare, talmente sono assurde, volgari, sbagliate. E che sono tra l'altro la dimostrazione migliore dell'importanza di fare educazione al genere, per evitare che crescano adulti con tali menti contorte da inventare queste cose.

 

Come comincia tutto?

L'inizio è in sordina, poi via via il vociare aumenta, fino a culminare nella giornata romana del 20 giugno scorso, organizzata da associazioni quali quelle sopra menzionate e il neonato movimento Difendiamoinostrifigli. È giusto dire che diverse associazioni cattoliche non oltranziste non hanno aderito. Hanno aderito invece alcune associazioni islamiche. Tutti uniti con l'hashtag Difendiamoinostrifigli, per difendere la "famiglia tradizionale". Che poi non si capisce neanche bene quale sia secondo loro la famiglia da difendere: ne fanno parte le famiglie adottive? E quelle allargate? E i genitori single? E i divorziati?

 

C'è qualcosa di vero nella teoria gender?

Nella teoria gender non c'è nulla di vero, la parola gender fa riferimento ai gender studies anglosassoni che studiano i significati socio-culturali della sessualità e dell'identità di genere.

Gender è la parola inglese per “genere” inteso come genere sessuale. Da circa trent’anni la parola è associata appunto ai gender studies che in italiano vengono chiamati studi di genere. Questi studi mirano a individuare e a spiegare i motivi per cui ad un dato genere (maschile o femminile) vengano attribuiti dei ruoli specifici non strettamente legati alle caratteristiche sessuali (ad esempio perché le donne guadagnano meno degli uomini o perché certe professioni sono solo maschili ecc). Questi studi non hanno mai prodotto una “teoria unificata” ma sono un insieme di singole ricerche e modelli scientifici; poi, recentissimamente, qualcuno ha cominciato a dire che invece ci sarebbe stata una teoria unitaria, assolutamente inventata.

 

Perché usano la parola gender?

In realtà io credo che la parola gender sia piaciuta perché in qualche modo può spaventare più della parola italiana genere. Ma niente di quello che queste persone vogliono far credere è vero: nessuno vuole insegnare ai bambini a masturbarsi o a toccarsi, nessuno vuole insegnare che esistono 49 tipi di sesso (come mi è stato detto!)...

 

Sì, ma allora come è nata la storiella della fantomatica ideologia Gender?

È tutto merito dell’opera di convincimento messa in atto dal Pontificio Consiglio per la Famiglia che già da diversi anni ha iniziato a diffondere l’idea dell’esistenza di un’ideologia «che nega l'importanza della differenza dei sessi e favorisce l'esercizio sterile e ludico della sessualità. Si arriva a considerare la famiglia un residuo storico destinato a scomparire in un prossimo futuro». Nessuno tra coloro che sostengono l'importanza dell'educazione ala differenza è d'accordo con queste affermazioni, nessuno nega la differenza tra i sessi, nessuno vuole la scomparsa dell'istituto della famiglia. Famiglia che comunque è in evoluzione, basti pensare al passaggio dalle famiglie patriarcali di un po' di decenni fa alla famiglia nucleare e ai cambiamenti intervenuti sia nel campo sociale che legislativo.

 

Ma allora perché hanno avuto bisogno di inventare una cosa così spaventosa?

Perché desiderano contrastare qualcos'altro che possiamo definire come educazione al genere o educazione alla differenza, e che dovrebbe comprendere anche l'educazione emotiva e sentimentale, la lotta al bullismo e agli stereotipi di genere. Ovvero per esempio non vogliono che si spieghi ai bambini e alle bambine che non esistono ruoli di genere prestabiliti, il che non vuol dire che un bambino può scegliere di diventare una bambina, ma semplicemente che un bambino può desiderare di fare il ballerino o una bambina la calciatrice, che un papà può cambiare un pannolino o la mamma può riparare un rubinetto o andare a mangiare una pizza con le amiche! O che un bambino può piangere senza essere considerato una femminuccia o che una bimba può scegliere di non essere abbracciata da un compagno di scuola troppo irruento. Perché è da piccoli che si contrasta la violenza di genere, insegnando loro a rispettare se stessi (e le proprie emozioni) e gli altri.

 

E perché c'è chi non è d'accordo?

Per due motivi secondo me. Il primo è che nel contrasto al bullismo c'è anche il contrasto al bullismo omofobico e queste persone sono omofobe. Però siccome non hanno il coraggio di dire che non desiderano che venga spiegato ai bambini/e che non c'è nulla di male nell'omosessualità allora cambiano le carte in tavola e fanno credere che si voglia spiegare ai bambini e alle bambine che chiunque deve decidere di che sesso essere. Chiaro l'imbroglio?

L'altro motivo è che si tratta comunque di persone ultraconservatrici quindi la loro idea della famiglia è il padre che lavora e comanda e la mamma che fa figli, faccende di casa e ubbidisce. Quindi non gli sta bene il rovesciare gli stereotipi di genere, non gli sta bene spiegare che non è la donna che deve difendersi dalla violenza non uscendo di casa o coprendosi ma l'uomo che deve imparare il rispetto! Basti pensare che tra i guru del Family Day c'è la giornalista Costanza Miriano che ha scritto un libro dal titolo Sposati e sii sottomessa.

 

E quindi, cosa fanno queste persone?

E allora, non volendo dire "siamo omofobi, siamo contro le pari opportunità, non vogliamo prevenire la violenza di genere perché basta che le donne stiano al loro posto", perchè se dicessero così avrebbero pochissimo seguito, si sono inventati la teoria gender. Si sono resi conto che il nemico che loro vogliono combattere non era poi tanto terribile e quindi hanno trasformato il nemico, rendendolo più cattivo, più brutto, più nero (e qui mi verrebbe voglia di riflettere su dove abbiano preso l'idea, il mio primo pensiero va alle campagne colonialiste del fascismo, o a quelle contro gli ebrei). E sono stati furbi, inutile negarlo, perché pochissimi gli avrebbero dato retta se avessero contrastato la vera educazione alla differenza. Invece inventando un nemico cattivo diventa facile inventare cose sempre più terribili e spararle nell'etere con facebook, twitter, whatsapp... sfruttando il fatto che purtroppo siamo così abituati a diffondere bufale che neanche ci chiediamo più se lo siano, prima di inoltrare. Oppure organizzare incontri come quello pubblicizzato dal volantino (allegato).

Cose già viste ai tempi del referendum sulla procreazione assistita, quando le stesse associazioni si opponevano alla procreazione assistita... in difesa dei bambini... bambini di cui di fatto loro impedivano la nascita. Si dicevano per la vita ma impedivano di fatto a bambini di nascere, oppure manipolavano le cose facendo credere che gli aspiranti genitori facessero procreazione assistita per scegliere il sesso o i caratteri genetici!!!

 

È vero che anche Papa Francesco sostiene la teoria gender?

Papa Francesco ha affermato che la teoria gender mira a cancellare la differenza sessuale. Però siccome nessuna tra le associazioni che fanno educazione al genere sostiene questo, beh, anche il Papa è caduto nel tranello perché questa frase è assolutamente falsa. Nessuno vuole cancellare la differenza sessuale. Come ha precisato la diocesi di Padova.


Perché adesso l'accanimento nel far circolare queste bufale aumenta?

Adesso, mentre ci si prepara al nuovo anno scolastico, anche queste persone si preparano ad attualizzare le loro bugie, attaccandosi al comma 16 dell'art. 1 della legge 107 del 13/07/2015 detta La buona scuola. In realtà quest'articolo si limita a prevedere: "Il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni".

In realtà questo comma non dice quasi nulla, ben altro avrebbe dovuto sostenere perché l'educazione alla parità, alla non discriminazione, all'educazione sentimentale e magari anche sessuale (cui qui neanche si accenna) entrasse veramente di diritto nella scuola. Si tratta solo di un larvato incoraggiamento alle insegnanti che avranno voglia di fare tutto da sole. Attenzione però, dovranno chiedere, in base alla circolare 4321, il consenso informato, anche per leggere a bambini e bambine il racconto che parla di una bambina che vuol fare l'ingegnera! Come se la scuola dovesse chiedere il permesso ai genitori per parlare di razzismo o della shoa o di disabilità...

Giusto poi per aumentare la confusione gli stessi signori hanno tirato in ballo anche il Patto di corresponsabilità, con cui la scuola chiederebbe l'autorizzazione per gli inesistenti corsi gender. Altra falsità, il patto di corresponsabilità ha tutt'altro scopo, in quanto attiene alle norme di comportamento insegnanti-studenti e non ai programmi.

Oppure circolano voci di raccolte firme per eliminare il gender... ma come si può eliminare qualcosa che non esiste? Sarebbe tutto molto ridicolo se non fosse estremamente pericoloso.

 

Cosa possiamo fare nel frattempo?

Non arrenderci, pubblicare bei libri, organizzare attività e laboratori, mettere insieme le forze come si fa con il meeting romano Educare alle differenze. E continuare a parlare, spiegare, interrompere le catene e fornire informazioni corrette... instancabilmente per spiegare che il gender è una bufala.

Donatella Caione, autrice di questo blog 


 

Il volantino promuove uno dei tanti incontri sul gender organizzati in queste settimane. Parla da sè il linguaggio sgrammaticato e confuso.