Servirà anche un po' di furbizia?

Ultimamente sono parecchio confusa, non riesco bene a far quadrare i conti fra le mie aspettative e quella che in realtà è la realtà scolastica dei miei figli.

Lo so, so che ci sono le difficoltà d'apprendimento in un caso, le difficoltà derivanti da un carattere timido chiuso dall'altro e per entrambi l'assoluta incapacità di usare un po' la furbizia: andare volontari al giorno giusto, fare volontariamente una osservazione... tutte cose che mi raccontano che i professori gradiscono e gratificano ma loro rifiutano di fare per principio.

E so anche che la scuola non è la vita, che l'importante è che studino per se stessi e che si facciano promuovere. Ormai mi è chiaro che non è la media dell'8 o del 9 (laddove esista) a garantire il successo nella vita. Però poi mi faccio fregare, ricasco nel meccanismo di desiderare di tornare dai colloqui gongolante, si sognare il piacere del figlio che torna a casa dichiarando di avere un bel voto... i miei sono sempre quelli a cui viene chiesto l'argomento che sapevano meno, che "sì, non sono andato male però..." insomma, solita sufficienza. E io gli credo eh... io sono stata capace ai miei tempi di superare all'università l'esame di Storia delle Dottrine Politiche non avendo studiato Hegel!!! E bluffando... ovvero citando l'unica cosa che sapevo del grande filosofo parlando d'altro... dando insomma l'impressione che volessi che mi venisse chiesto!

E così succede che dopo aver passato insieme un pomeriggio a ripetere geografia mi torna a casa dicendo che è andata così così perchè ha chiesto l'unico argomento che si era dimenticata di ripassare... diamine... abbiamo ripassato tutto per due ore e proprio la Comunità Europea era sfuggita! Se non avessimo ripetuto insieme non le avrei creduto!