Primo settembre, riparliamo di scuola
Oggi, primo settembre, mi sembra il giorno adatto per riparlare di scuola, visto che ormai manca proprio poco. E mentre nelle case si preparano zaini, quaderni e si comprano i libri sempre più cari, nelle scuole i docenti cominciano a riunirsi, ritrovandosi sempre più soli e sempre più in difficoltà.
Ascoltatemi: non studiate. Non nella scuola pubblica, comunque. Non vi garantisce un lavoro, né un reddito. Allunga la vostra precarietà. La vostra dipendenza dalla famiglia. Non vi garantisce prestigio sociale. Vi pare che i vostri maestri e i vostri professori ne abbiano? Meritano il vostro rispetto, la vostra deferenza? I vostri genitori li considerano “classe dirigente”? Difficile
Questo brano è tratto dal bell'articolo di Ilvo Diamanti pubblicato oggi su Repubblica. Un articolo che consiglio di leggere perchè è drammaticamente vero. La scuola non offre più un futuro, la scuola non prepara più, la scuola non è in grado di offrire delle motivazioni, di appassionare. I professori raramente ispirano stima e rispetto, i maestri di vita sono considerati altri. La scuola non è più in grado di presentarsi ai giovani che non come un luogo dove recuperare alla men peggio il famoso pezzo di carta.
Mi rivolgo anche io ragazzi, per dire loro che non si sentano in colpa. Non è colpa loro se non si appassionano al romanticismo o alle liriche di Catullo o alle derivate. E' ciò che è tutto intorno a loro che è sbagliato: il mondo della precarietà, dei media, dei tagli a ciò che non dovrebbe essere tagliato, delle scelte economiche sbagliate, delle manovre da fuori di senno. Lascino perdere quelli che come la Mastrocola li accusano di non avere passione. La passione va costruita dentro la scuola e nelle famiglie, e ci deve essere poi coerenza tra l'una e l'altra. La passione deve essere coltivata, e per far fiorire una bella pianta ci vogliono un bravo giardiniere e un bel giardino, altrimenti la pianta può anche nascere ma non diventerà mai rigogliosa!
L'alternativa è lottare per avere questo giardino, non farci confondere dai falsi giardinieri che sanno solo tagliare come capita, credendo di potare ma in realtà distruggendo!
Io ho ancora tre anni che mi aspettano nella scuola, come mamma, e nel frattempo sto affacciandomi con mio figlio nel dopo liceo. Credo che in questi tre anni sarà difficile, impossibile, vedere una rinascita, ma vorrei continuare a crederci, per tutti i nostri figli, non solo i miei. Per i bimbetti che sorridenti ed entusiasti fanno in questi giorni il loro primo ingresso. Non vogliamo continuare a impegnarci per il loro futuro? Una scuola che funzioni, una scuola in mano a persone competenti, è un nostro diritto!
Buon anno scolastico a tutti, ragazzi, genitori e insegnanti!



