Preadolescenza: comincia l'adolescenza

La preadolescenza è una fase interessante altrettanto quanto l'adolescenza.

E' un periodo di forte crescita e di grande cambiamento, associato a un bisogno di indipendenza e di autonomia, che un po' ricorda quella fase oppositiva che si ha intorno ai due anni e che, come quella, è funzionale alla crescita e anche a un certo distacco dai genitori... mamma soprattutto, specie se, come in genere accade, è la mamma il genitore più presente, più attivo nel relazionarsi con loro. A differenza però del periodo intorno ai due anni ora non sono più quei morbidi cucciolotti da cui tutto si accetta anche perchè poi vengono a sprofondare nelle nostre braccia e tutto si dimentica!

Il fatto è che per diventare grandi bisogna romperlo sto cordone ombelicale che ancora rende i figli dipendenti e più il rapporto con la mamma è stato sereno e positivo più è difficile romperlo. Bisogna romperlo perchè sta per cominciare il vero ingresso in società, sta per cominciare il periodo in cui il gruppo dei pari diventa importante tanto quanto la famiglia, il periodo in cui non saremo più noi mamme le confidenti ma le amiche. Ed è giusto così, decisamente. Già oggi i nostri figli crescono più lentamente, si staccano più difficilmente...

Ma dicevo... rompere un rapporto sereno non è facile e quindi per farlo è utile pensare che la mamma non li capisca, che sia all'antica... che non capirebbe e quindi forse è meglio mentirle... insomma è utile cercare la frizione che rende più facile lo staccarsi. E questa è grosso modo la funzione del conflitto adolescenziale, che è tutto sommato sano e fisiologico... anzi il problema è quando questo conflitto manca...

Meglio ignorare le provocazioni, accettae l'esistenza del conflitto e cercare decisamente di evitare ceffoni e simili che oltre ad altri aspetti negativi creerebbero un vero muro tra genitori e figli. In compenso però, ad esempio, bisogna rendere chiaro che non si accettano le bugie. Un conto sono i loro segreti, le loro cose riservate, che ci stanno, e altro le bugie che invece non devono esserci. Devono capire che è meglio una sana discussione che porta a una soluzione condivisa che un sì strappato mentendo.

Non pensiamo all'adolescenza come ad anni difficili, li affronteremmo male in partenza. Pensiamo che semplicemente bisogna continuare ad aiutarle a crescere, che avranno sempre bisogno di te ma in un modo diversi, che per crescere hanno bisogno di sperimentare autonomia, decisionismo, indipendenza. Cerca di empatizzare con loro, di ricordare cosa furono queli anni per te, di non fare l'errore di chi dimentica cosa ha provato: il corpo che cresce, che si arrotonda, che cambia insomma! I capelli che sono sempre troppo lisci o roppo ricci, il viso troppo brutto, la pelle che cambia odore... e poi le mestruazioni col loro carico di fastidio, dolore, sgradevolezza. E poi c'è il ragazzino che guarda l'amica più carina (l'amica è sempre più carina a quell'età!), c'è la prof che non capisce, c'è mamma che è inutile dirlo perchè non capirebbe...
Non sono difficili gli anni che attendono anche loro? Belli sì... ma difficili!