Permissivismo, autoritarismo, autorevolezza e regole

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La scelta fra permissivismo, autoritarismo ed autorevolezza non mi entusiasma!

Escluderei comunque immediatamente l'autoritarismo, senza sentire neanche il bisogno di spiegare perché!

Il permissivismo è un brutto termine, che ha assunto una connotazione negativa forse per una sua cattiva interpretazione, ritengo giusto il “permettere” di fare delle scelte, delle esperienze, ma dopo aver dato ai figli gli strumenti idonei. Ma tenderei anche a scartare questa scelta.

L’autorevolezza è delle tre la strada che sceglierei, premesso che essere autorevoli non è affatto facile! Mentre è facile dire “io sono autoritario” o “io sono permissivo”, non lo è affatto dire io sono autorevole, caso mai si può dire “aspiro ad esserlo”!

Io ritengo che un genitore debba riconoscere nel figlio delle competenze, della capacità e rispettarle. Ovviamente il lavoro sta dietro, nell’aver cresciuto il figlio in modo tale da averlo aiutato a sviluppare queste sue competenze! Mi rendo conto che questo discorso può essere confuso col permissivismo, ma io ritengo che siano due cose diverse. Prendiamo un neonato allattato al seno, io ritengo che abbia il diritto di autoregolarsi e scegliere l’orario delle poppate. E’ probabile che lasciando a lui la capacità di autoregolarsi lui diventi più regolare di quello al quale si cerca di imporre delle regole. E lo stesso vale quando crescono, le regole funzionano se le sentono loro, se le hanno anche in parte sperimentate, non se le imponiamo dall’alto, senza motivo apparente per loro!

Riconoscere loro delle competenze significa anche dimostrare loro di avere fiducia nelle loro capacità.

Complesso è il discorso sulle regole, parola che a me non è molto simpatica. Sicuramente ci sono delle regole giuste ed indispensabili, ma trovo inutile parlare dell’importanza delle regole dicendo che un bambino di pochi anni deve dare la mano quando attraversa! Serve solo a confondere il discorso! Ci riferiamo invece a quelle che spesso sono regole per loro e non per noi o meglio, lo sono quando a noi fa comodo e non viceversa (tipo: la sera si va a letto alle 21, ma il sabato lo trasciniamo in pizzeria, lui alle 23 ci implora di portarlo a letto, ma non ne abbiamo voglia!). I bambini le “regole” intelligenti le capiscono e le condividono, sono le altre che non capiscono…

Questo mi porta al discorso sull’esempio, che più di ogni altra cosa è importante secondo me nell’educare i figli. Se vogliamo che non fumino, non fumiamo! Se vogliamo che mettano il casco in motorino, allacciamo noi le cinture! Se vogliamo che vengano a tavola, siediamoci noi per primi! Quante inutili discussioni e divieti si farebbero nelle famiglie se i genitori fossero sempre capaci di dare un esempio coerente!

D’altra parte i genitori un minimo di autorità la devono  avere, ma devono guadagnarsela sul campo, non imporla! Questo vuol dire essere autorevoli!

Una autorità però di coordinamento, di guida…in un ambiente dove comunque le scelte si fanno insieme, discutendone, parlandone…