Perché è importante la lotta alle bufale

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Il 2016 si chiude con la bufala sui migranti e la meningite e al contempo con un dibattito sull'importanza di combattere le bufale. Perché le bufale vengono diffuse? Cosa possiamo fare per contrastarle? Perché la gente ci crede? La rete ha inventato le bufale?

Il 2016 si chiude con la bufala sui migranti e la meningite e al contempo con un dibattito sull'importanza di combattere le bufale. In questo sito ne ho  raccolte un po'.

Combattere le bufale è importantissimo. La battaglia per la libertà della rete la si persegue combattendo le bufale, non lasciando libertà di inventare, mistificare, offendere, confondere. La democrazia non è manipolazione. La manipolazione è quella che viene condotta dai regimi autoritari (ricordiamo bene le campagna pubblicitarie del ventennio!!!).

Ma perchè le bufale vengono diffuse? Soprattutto per due motivi:

1) Perchè le bufale portano click e i click portano pubblicità. Pare infatti che la maggior parte della gente non abbia voglia di capire e approfondire ma solo di stupirsi e gridare "Al lupo". E i siti di finti giornali ne approfittano per fare soldi con la pubblicità; (ovviamente non mi riferisco al simpaticissimo Lercio.it... anche se c'è purtroppo chi crede anche a loro!)

2) Perchè le bufale servono a manipolare il pensiero, a veicolare razzismo e sessismo, a promuovere il populismo, a infangare chi lavora onestamente, a produrre sottocultura, in alcuni casi anche a soddisfare interessi economici e politici.

Perchè la gente ci crede?

Rispondere a questa domanda è più difficile. Forse perchè si leggono pochi giornali, forse perchè non c'è educazione alla lettura e alla comprensione, forse perchè non si insegna a fare semplici verifiche, forse perchè c'è tanta malafede. La bufala solletica i peggiori istinti, fa leva su sentimenti negativi ben nascosti, come sessismo e razzismo ad esempio, che vengono in qualche modo "sdoganati" dalle bufale. Lo so... è tutto molto triste!

Ricodiamo anche che le bufale utilizzano gli stereotipi: idee radicate così tanto nel pensiero da essere considerate vere. Gli stereotipi operano categorizzando altri individui; sulla base di caratteristiche a volte visibili, attribuiscono un insieme di caratteristiche all’insieme dei membri della categoria e generalizzano quelle caratteristiche a ciascun individuo membro di quella categoria. In pratica lo stereotipo porta ad accentuare le somiglianze tra le categorie e a enfatizzare le differenze e le contrapposizioni tra le categorie. Ma nel fare questo si carica di una valenza valutativa. Lo stereotipo alimenta il pregiudizio e la bufala fa leva sullo stereotipo per modificare il pensiero. Gli zingari rubano i bambini, i meridionali sono fannulloni, gli arabi sono terroristi, gli immigrati ci tolgono il lavoro, i politici sono ladri... è fin troppo facile usare gli stereotipi per diffondere le bufale

Cosa possiamo fare?

Le forme di censura sono difficilmente attuabili ma magari cominciare a disciplinare la pubblicità in rete, magari sarebbe bello se ci fosse un codice di autodisciplina di chi vende la pubblicità. Non si risolverebbe il problema ma si abbatterebbe un bel po' di tutte le bufale della prima categoria, quelle spacciate per ottenere click.

Si potrebbe disciplinare l'uso di nomi dei siti, ad esempio evitare che ci siano siti con nomi come: il Quitidaino, il Fatto quotidaino, Rebubblica, il Coriere della Sera, Il Matto quotidiano, LOsservatore Politico, Panorana e tanti altri.

Si potrebbe quanto meno insegnare a verificare le fonti, cominciando nelle scuole a spiegare cos'è un giornale, perchè i giornali hanno un Direttore Responsabile ecc. (e non è cosa di poco conto in un mondo in cui ormai i giornali cartacei stanno sparendo per diventare per lo più online e quindi è più facile confondere gli uni con gli altri).

Soprattutto, bisogna crescere ed alimentare lo spirito critico, cominciando da bambine e bambini. Stimolandoli a leggere, magari e a fare corsi di giornalismo nelle scuole. Bisogna insegnare a prendersi la responsabilità di pensare, di riflettere, per conoscere davvero gli altri e la realtà.

Ognuno/a di noi ha diritto ad esprimere il proprio pensiero: è legittimo essere anche contro una politica che rappresenta ideali diversi, o essere contro l'europeismo, o essere contro la medicina ufficiale ma non è legittimo dare peso al proprio pensiero rafforzandolo con bugie, come è stato fatto ad esempio in questi anni con la grande bufala del "gender", quando alcune persone, non avendo il coraggio di sostenere di essere sessisti ed omofobici, hanno inventato la più granda massa di bugie mai fatta circolare in rete negli ultimi anni.

La rete ha inventato le bufale?

Certo che no... gli stereotipi che ho elencato prima sono vecchi, le bufale sono sempre esistite. E prima della rete il suo bel merito ce l'ha avuto la tv. Ma risalgono a ben prima... vogliamo parlare di quello che fu detto su Gesù Cristo, 2016 anni fa? La rete però amplifica, quello sì. Vedere un titolo su quello che sembra un giornale dà corpo, dà sostanza alla bufala. E come dicevo prima la rete ha realizzato la mercificazione delle bufale.

Intanto possiamo impegnarci ognuno nel suo piccolo a contrastarle, a insegnare a fare una verifica con Google prima di condividere, a leggere bene il nome del sito che riporta le "notizie", a chiederci: ma sarà vero? E magari già che ci siamo stiamo attenti alle catene tipo "attenzione a...", ai giochini su FB del tipo "voglio vedere chi condivide"... smascherare le bufale può essere anche divertente!