Parlatevi!

Genitori, ragazzi... qualsiasi cosa succeda tra voi, quali che siano i motivi del conflitto, parlatevi!

Arrabbiatevi magari, fate una bella discussione, ma fate sentire all'altro la vostra voce, restare in silenzio serve solo a convincere l'altro della debolezza delle proprie idee e della propria scarsa convinzione.

 

Eh sì, perchè se non si parla, se ci si sbattono le porte in faccia, se a chi tenta di parlare si oppone il mutismo, i genitori si convinceranno dell'idea che i figli desiderano solo opporsi per il gusto di farlo, in modo non costruttivo ma distruttivo e i figli si convinceranno che i genitori non si muovono dalla posizione su cui si sono arroccati, non desiderano provare a comprenderli, non pensano che loro abbiano dei problemi.

A volte il confronto, la discussione vengono spontanei perchè pur essendoci un contrasto non ci sono delle chiusure da nessuna delle due parti e le cose sono molto più facili.

A volte invece una delle due parti deve svolgere un ruolo più decisivo, deve cercare di coinvolgere l'altra parte nel confronto.

Come farlo?

Prima di tutta manifestando la propria empatia.

E' importante far capire che non essere d'accordo non vuol dire non riuscire a comprendere le ragioni dell'altro. "Io mamma capisco perchè in questo periodo sei sotto pressione a scuola e vorresti mandare la scuola stessa a quel paese  ma non considero giusto che tu lo faccia". "Io figlia so che tu mamma non vuoi che ritorni tardi la sera perchè hai paura a sapermi in giro da sola però io comunque non posso non fare qualcosa solo perchè tu non abbia paura".

E parlando, discutendo, si possono anche trovare dei momenti di incontro, delle soluzioni, anche parziali. L'importante è non costruire dei muri.