Occhio alle difficoltà di apprendimento
Passato ferragosto, l'inizio del nuovo anno scolastico è ormai vicino. E i nostri figli si preparano, chi con maggiore entusiasmo e che un po' borbottando, ma consolandosi magari all'idea di rivedere gli amici. Per alcuni ragazzi è invece più dura: c'è chi dice che sono quelli che non hanno voglia di studiare o che sono svogliati o non interessati allo studio. Ma sarà così?
O non faranno invece parte di quel 10-15% che soffre di disturbi dell'apprendimento, abituato a sentirsi dire non ti applichi, sei distratto, sei con la testa fra le nuvole, non hai volontà e incapaci di spiegare che loro vorrebbero applicarsi ma trovano dei grossi ostacoli?
Ostacoli che possono essere scavalcati o aggirati... superati comunque, con un po' di impegno da parte di tutti, compresi genitori e insegnanti, e soprattutto con la consapevolezza di queste difficoltà.
I nostri figli non sono uguali, ci sono ragazzi ai quali basta stare attenti in classe per conseguire già risultati sufficienti e ragazzi che non arrivano alla sufficienza dopo intensi pomeriggi di studio. Non sono meno intelligenti... anzi! Solo che hanno bisogno di metodi e/o strumenti diversi, ma soprattutto hanno bisogno di ricevere fiducia, di sentire che l'insegnante percepisce il loro impegno. Già non è facile studiare duro per arrivare a un 5 o a un 6... figuriamoci se si sente su di sé anche la sfiducia dell'insegnante!
Così come non è facile, specie se si è alle medie o alle superiori, accettare l'idea di essere schedati come dislessico o discalculico, cosa che è necessaria per ottenere in modo formale gli ausili previsti dalla legge. E tutto sommato se si hanno degli insegnanti in grado di comprendere e valutare la diagnosi di un esperto in disturbi dell'apprendimento e le difficoltà non sono enormi non è neanche indispensabile, può essere invece sufficiente una dose in più di empatia, una parola di incoraggiamento, un compensare uno scritto con un orale più approfondito. Già ricostruire l'autostima dà dei risultati stupefacenti! Ai genitori invece il compito di aiutarli a individuare i loro punti di forza, anche fuori dall'ambito scolastico, che potranno essere loro d'aiuto dopo, nella vita!
Per ragazzi, genitori e insegnanti, un libro sui disturbi dell'apprendimento: Abracabra Lucertolina




Commenti
disturbi d'apprendimento
Sono ormai parecchi anni che mi interesso alla questione, pur insegnando nell'isola felice della scuola dell'infanzia, molti disturbi iniziano a fare capolino già in tenera età, magari sottoforma di ritardo del linguaggio o instabilità motoria. Ciò che mi sempre colpito di questi bambini è il desiderio quasi spasmodico di "piacere alla maestra", altro che mancanza d'impegno! Infatti, dopo innumerovoli feedback negativi, si autoconvincono che non c'è via d'uscita perchè loro non "hanno" un problema, loro "sono" il problema! Ho deciso di affrontare i disturbi dell'attenzione come armento per la tesi di laurea, voglio capire a che punto è la ricerca italiana, a che punto è la scuola nel dare risposte..vi terrò aggiornati
Complimenti Patrizia per
Complimenti Patrizia per l'argomento scelto per la tesi! In cosa ti stai laureando?
Verissimo quello che dici riguardo al desiderio di piacere. Un po' come quello che succede per i bimbi maltrattati che cercano invece ancor di più di farsi voler bene.