Non sottovalutiamo la violenza #giornalismodifferente

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Sottovalutare la violenza? Sembra assurdo vero? Eppure lo si fa in continuazione. Mentre la violenza contro le donne è sempre più un'emergenza sociale emerge come sia altrettanto importante nominare, raccontare, descrivere, comunicare la violenza con le parole giuste; con il linguaggio, soprattutto giornalistico, corretto.

Purtroppo fino al 1996, ovvero quando nasceva mia figlia, oggi maggiorenne, in Italia lo stupro era rubricato nel nostro codice penale come un delitto contro la morale, ovvero un delitto che ledeva il buon costume, non la persona. E fino al 1981, in pratica quando una cinquantenne come me era appena diventata maggiorenne, era previsto nel nostro ordinamento il delitto d'onore che concedeva attenuanti agli assassini ed era visto come un modo per ristabilire, appunto, l'onore. E vigeva l'istituto del "matrimonio riparatore", che prevedeva l'estinzione del reato di violenza carnale nel caso che lo stupratore di una minorenne accondiscendesse a sposarla, salvando l'onore della famiglia.

Non è un caso se riferisco le date di questi avvenimenti giuridici all'età mia o di mia figlia, mi viene naturale riflettere su come questi cambiamenti giuridici e sociali fanno parte di me, della mia vita, di donna e madre.

Ora basta però, dobbiamo affrontare questi retaggi del passato, anche se recente, e cominciare a usare le parole giuste per raccontare la violenza contro le donne; non c'entrano l'onore leso, non c'entra la passione, e non c'entrano neanche l'essere disoccupati, o stressati dal lavoro, o separati, o geloso, o in preda al raptus, o folli di rabbia. Le molestie non sono avances, il desiderio di possesso non è gelosia.

Utilizzare le parole giuste è di importanza fondamentale per non cadere nel rischio della "sottovalutazione della violenza" o della "vittimizzazione secondaria" delle donne vittime di violenze.

Per questo motivi aderisco con molto piacere alla campagna #giornalismodifferente e invito tutti a farlo: cliccate, leggete il manifesto e poi inviate la mail di adesione. Cambiare il linguaggio è di fondamentale importanza per cambiare le relazioni.