Noi, genitori adolescenti
Scriveva Natalia GInzburg: "Fra le età dell'uomo, quella che oggi è preferita e amata e l'adolescenza: essendo insieme l'età in cui ci si sveglia ai piaceri della vita adulta, e in cui la fatica degli adulti ci è risparmiata. Essa è anche l'età in cui le colpe ci vengono perdonate."
Questo brano della grande scrittrice che non si può non condividere è citato da Iaia Caputo nel bel libro Le donne non invecchiano mai.
E lo vede come una profezia sulla nostra generazione di genitori: "Diventati adulti, prossimi a invecchiare, oggi sappiamo usare la Rete, dialoghiamo via mail, siamo in grado di mandare sms, viaggiamo ancora con l'entusiasmo di ventenni, organizziamo le nostre vite, ogni tanto le buttiamo per aria. Come appariamo ai nostri figli? Certamente ingombranti: vediamo gli stessi film (anzi, spesso siamo noi a consigliarli a loro), suggeriamo la lettura di saggi e romanzi, diciamo cose di un certo interesse, ascoltiamo buona musica, e ovunque loro vadano ci siamo già stati (...), i pericoli che li attendono li abbiamo conosciuti, le droghe, almeno quelle conviviali, possiamo spiegarle perchè le abbiamo già provate."
E aggiungo, ci vestiamo negli stessi negozi, magari andando a fare shopping insieme e rubando loro un certo modo di abbinare i vestiti o di indossare la sciarpa. Gli raccontiamo di come eravamo sciocchi quando pensavamo di sentirci così grandi cominciando a fumare, o del grande ripianto di non aver fatto l'inter-rail o delle serate passate a cantare mentre un amico suonava la chitarra. E così scopriamo di essere, noi, (anche se a volte siamo diventati genitori più tardi rispetto ai nostri genitori) molto piu simili ai nostri figli di quanto non lo fossimo ai nostri genitori che, nati prima della guerra e molto prima del boom economico, erano veramente di un'altra generazione, forse perchè erano veramente cresciuti e non erano genitori adolescenti.
Noi siamo le mamme che si sono imposte di essere amiche dei nostri figli, salvo poi scoprire, a volte troppo tardi, che le mamme devono fare le mamme e una mamma troppo amica finisce per rendere ai figli più difficile la crescita.
Eh sì, perchè crescere vuol dire staccarsi, tagliare l'eterno cordone, e per staccarsi è necessario anche vivere un contrasto. E non è facile vivere un contrasto con i genitori adolescenti che sono sempre così empatici, che accettano con serenità che non si va a scuola perchè c'è il corteo per la libertà di stampa, che fa nulla che torni più tardi se ti stai divertendo, che il capelli dritti gelatinati fanno proprio figo, che è giusto che tu faccia l'esperienza di un viaggio da solo... ma cosa dovranno inventarsi questi figli perchè ci facciano incavolare? Difficile... quando noi abbiamo già fatto quasi tutto... e se non l'abbiamo fatto l'avremmo tanto desiderato fare... Ma per noi erano tante piccole battaglie da vincere, un po' con l'aiuto di qualche sotterfugio e un po' grazie a qualche bella discussione...
E quindi, dobbiamo deciderci a crescere un po' noi per primi per aiutare i nostri figli a crescere!




Commenti
Sì!
Condivido molto quello che dice l'autrice di questo scritto e anche io ero convinta che poteva essere giusto avere una madre amica. Però in effetti il contrasto deve esistere, è vero
genitori adolescenti'
o genitori democratici e /o empatici? non è poi, forse, la società ( intendo la cultura dominante, e poi quella della labelig theory e quella delle n0n pari opportunità ecc. ecc.) che predominerà a livello di pensiero? perchè contrasti con i genitori se è possibile vivere in armonia? chi lo dice? quale legge naturale lo stabilisce? è orribile vedere che 'tutti' la pensano davvero così! compresi i figli che ci sono stati strappati dalle guerre mediatiche.anna
Perchè Anna il conflitto è
Perchè Anna il conflitto è funzionale alla crescita, al raggiungimento di una vera indipendenza. Anche io credevo come te che si potesse essere amici, confidenti, vivere in totale armonia finchè non ho scoperto che mio figlio non riusciva a staccarsi, ad opporsi, ad essere se stesso. E mi è stato spiegato che tanto più il rapoorto con i genitori è forte, è profondo... e tanto più è difficile staccarsi da quel genitore, manifestare la propria indipendenza, la propria individualità. Poi se il rapporto è sano ci saranno momenti di conflittualità e altri di complicità, ma negare il conflitto, compiacerli in tutto... non aiuta a crescere.
L'empatia a un certo punto ci deve portare proprio a comprendere il loro bisogno di autonomia.
Per curiosità, quanti anni hanno i tuoi figli?