No, punto e basta!

Stamattina per una decina di minuti, tra fornaio e un pezzetto di strada insieme, la mia mattinata si è incrociata con quella di una mamma e un bimbo di circa 4 anni. Il bimbo piangeva, la mamma lo trascinava tenendolo per il polso dicendogli che no, non avrebbe ceduto alla sua richiesta (qualcosa da mangiare). E a un certo punto la mamma ha detto: "No, punto e basta".

A quel punto il bimbo, che era già in fase di remissione de capriccio, ha detto "nooo, non dire punto e basta!". E a mamma: "Invece lo dico quando voglio, punto e basta, unto e basta" e il bambino ha ripreso a piangere disperato. E più piangeva e rifiutava questo "punto e basta" più la mamma lo diceva e gli imponeva di non piangere.

Secondo me quella mamma stava avendo un comportamento davveroinfantile. In bambino nel chiederle che non dicesse più punto e basta le offriva un modo per chiudere la questione. Bastava lei gli dicesse "Ok, se non ti piace questa espressione non la dico", accontentarlo in questa cosa non avrebbe voluto dire cedere sul dargli la cosa da mangiare che voleva e l'avrebbe fatto sentire ascoltato. Invece intestardendosi ha aggravato la crisi, non ha mostrato di saper ascoltare, ed ha aumentato la tensione.