Libri per educare alle differenze

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Cosa vuol dire per la Casa Editrice Mammeonline educare al genere o educare alle differenze?

Innanzitutto vuol dire realizzare libri senza stereotipi, poi realizzare libri ambine protagoniste, bambine che non sono le solite principesse ma che fanno con naturalezza cose non necessariamente da femmine. Fanno le investigatrici, si spostano sulla barchetta a remi o fanno addirittura le traceur...  ma anche le ballerine e giocano a prendere il te. E' importante che le bambine, che poi sono le maggiori lettrici, trovino nei libri bambine in cui identificarsi, e non sempre e solo maschietti o bambine che fanno loro la spalla... come Hermione per Harry! Una spalla ottima ma sempre spalla!!! :-) E' importante proporre modelli di bambine diverse, che non siano le solite "Violetta", che non abbiano lo scopo di indurre precocemente femminilità e atteggiamenti sessualmente caratterizzati, che non caratterizzino dei ruoli. E' importante proporre modelli che non limitino le aspettative su tanti modi di essere donna, ma soprattutto sui tanti modi di essere, perchè aspirazioni, sogni, desideri non devono necessariamente essere caratterizzati sessualmente. Ninablu, Quisquilia, Bea, Giorgia, Sara... chi sono? Ma le protagoniste, nel titolo e/o in copertina, di libri della casa editrice Mammeonline.

Oppure c'è Ottavio, il protagonista di Ottavio Cuordizucchero, di Luisa Staffieri, come d'altronde si può facilmente immaginare, è un maschio. Anzi sono due, perchè c'è anche il suo amico del cuore, Scricciolo. Ma anche questo è un libro sull'identità di genere, un libro per contrastare gli stereotipi. Anzi, quelli più duri, quelli rivolti ai maschietti. Perchè dalle bambine si accetta che facciano le maschiacce, ci può stare, ma dai maschi non si accetta che facciano le femminucce, proprio no! I maschi non devono piangere, non devono giocare con le bambole ma giocare con i soldatini, devono imparare a difendersi se un compagno è aggressivo verso di loro, devono fare i maschi insomma! E se come Ottavio non vogliono imparare a combattere? E se come Ottavio una volta innamoratosi della bella principessa Fiammetta...? Eh sì... una principessa ce l'abbiamo anche noi, ma è una principessa "suo malgrado" che riesce comunque poi ad affermare il diritto alle sue aspirazioni!

Opure vuol dire fare libri come La grammatica la fa... la differenza! dove oltre agli stereotipi di genere si cerca di contrastare anche l'uso del linguaggio che nega il femminile.

O ancora, libri come Chiamarlo amore non si può, con il quale si cerca di aiutare a a capire a ragazzi e ragazze che l'amore non deve diventare dominio, sopraffazione ma richiede rispetto. Perchè la violenza si può prevenire se si comincia a offrire a ragazzi e ragazze gli strumenti giusti di riflessione.

E poi c'è Echino Mi specchio in te dove offriamo il racconto di diverse figure femminili, del passato e del presente, in genere trascurate. Per offrire modelli diversi, per raccontare che le donne sono sempre state importanti, anche se la storia spesso non racconta di loro.

E Sorelle di carta, un'amicizia al femminile che nasce tra stereotipi e pregiudizi sullo sfondo della guerra in Siria o Corse di Tram dove ancora si scoprono figure femminili trascurate dalla storia ufficiale e si racconta che ci sono famiglie in cui i papà lavorano in casa e le mamme fuori casa.

E altri libri, con bambine e donne protagoniste, Mamma Natale, Ali di Libellula, Sono Nata figlia unica...

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Sono storie semplici, normali per noi... eppure qualcuno pensa che questi libri siano pericolosi... ecco questa è una cosa che non mi riesce di credere! Un altro nostro libro è stato addirittura censurato dal sindaco di Venezia, eppure parla semplicemente di un bambino che scopre che nessun mestiere è più importante degli altri!