Lettera a mia figlia sull'8 marzo

Ormai hai quattordici anni e stai cominciando a pensare con la tua testa. Ti ammiro molto per questo. L'altro giorno al cinema vedevamo insieme il bel film di Veronesi Genitori e figli e dopo aver visto la scena in cui il diciottenne Gigio (figlio del simpatico prof progressista impersonato da Michele Placido) rivendica il suo diritto di scegliere di fare il provino il Grande Fratello, tu hai detto: "Non sia mai lo facesse mio figlio!"

E mi sono ricordata quando qualche anno fa dicevo alle mie amiche mamme che il mio incubo era che mia figlia volesse fare la velina! No, per fortuna non vuoi fare la velina! Sei bella, hai un bel corpo e nulla ti impedirebbe di farlo ma per fortuna hai capito che avere un bel corpo è una ricchezza in più di cui godere ma non qualcosa su cui puntare! E sono felice perchè non vedi Amici, non ti interessano Uomini e Donne e ci siamo divertite a vedere insieme qualche scena finale di Sanremo giusto per riderci su e apprezzare ancor più i giorni dopo i video satirici su You Tube!

Sai scegliere con la tua testa, non mi hai chiesto di acquistare il giubbino che è la divisa delle tue coetanee, ti piace decidere autonomamente... ma cosa c'entra tutto questo con l'8 marzo?

Beh, perchè oggi secondo me è da questo che si devono liberare le donne e tu sei già meravigliosamente sulla strada giusta! Quando io avevo la tua età non c'erano veline, o escort... c'erano però le vallette che, castamente vestite, rappresentavano un diverso modo della donna di essere sottomessa, c'era una società molto più chiusa verso le donne, però anche più rispettosa verso di loro. Io avevo la tua età negli anni '70, dopo il '68 e poco prima del '77. Donne di 10-20 anni più grandi di me avevano appena fatto delle battaglie straordinarie e ci avevano preparato la strada per le nostre battaglie, quella sull'aborto ad esempio! 8 marzo allora voleva dire lottare per i diritti delle donne, eravamo su una strada in salita ma il percorso era chiaro, le donne in politica ad esempio erano pochissime ma quelle che c'erano erano lì per le loro capacità e la loro testa pensante. Noi volevamo la possibilità di fare strada per le nostre capacità e non grazie a delle quote per cui alla fine come candidate di donne si scelgono le escort!

Oggi è tutto più confuso, c'è una falsa idea dell'emancipazione vista come libertà di esibire il proprio corpo, è diffusa la stupida idea per cui festa della donna voglia dire andare ad assistere a degli spogliarelli e non è facile per voi che avete 14 anni capire il senso delle proteste di quelle donne degli anni '70 con gli zoccoli e i gonnelloni a fiori, perchè tutto quello che c'è intorno è diverso, perchè si è andati avanti per alcune cose e si torna indietro per altre: dobbiamo difendere il diritto di fare procreazione assistita, dobbiamo ancora stare attente a difendere l'aborto, dobbiamo sempre difenderci dalla violenza, quella fisica e quella psicologica, dobbiamo difenderci dal mercato del corpo femminile, dobbiamo difenderci da leggi che ci fanno tornare indietro, anche in caso di separazione. E' strano... stavamo andando avanti... e poi? Cosa è successo?

Non lo so, voglio dirti però che la strada è sempre in salita per noi donne... e forse la salità più dura è cominciata proprio quando credevamo che stesse finendo e voglio offrirti un rametto di mimosa: Buona festa della donna!