Le aspettative dei genitori

Ci sono dei genitori che lo dicono chiaro e forte ai loro figli, altri che ne parlano in maniera più diplomatica, e quelli che cercano di nasconderlo... e difficilmente ci riescono, ma tutti i genitori hanno delle aspettative.
 

Dai figli ci si aspetta che siano brillanti come lo siamo stati noi o che lo siano proprio perchè noi non ci siamo riusciti; ci piace l'idea che amino ciò che amiamo noi, che sia il calcio o la lettura, e ancor più ci piace l'idea che possano dedicarsi con successo a ciò che non è stato alla nostra portata.
 
E questo avviene da quando sono piccini. Rappresentano per noi la nostra proiezione per il futuro, le chance che noi non abbiamo avuto, ciò che ci darà soddisfazione e gioia quando per noi sarà tardi. E presi dai nostri progetti e dai nostri sogni dimentichiamo che loro sono delle persone completamente diverse da noi, per quanto riguarda attitudini, capacità, desideri, aspirazioni.
 
Dicevo, si comincia da quando sono piccini: ci si aspetta un certo rendimento scolastico, che voglia fare il corso di nuoto o suonare il violino, che scelga come amico del cuore quel bambino che giudichiamo così assennato, che gli piaccia leggere o che sia bravo in matematica e la cosa poi continua quando diventano adolescenti, quando arrivano le scelte importanti: la scuola superiore, gli eventuali studi universitari...
 
Ma i figli, come vivono le nostre aspettative su di loro? Dipende... a volte le accettano, chissà, magari in quei aspettative dei genitori e desideri dei figli coincidono. A volte invece le subiscono, in modo silenzioso e doloroso e intanto coltivano rimpianti che magari poi esplodono in un momento di difficoltà. Oppure le rifiutono e, poichè i genitori non l'accettano, si arriva a uno scontro, che lascia ferite profonde.
 
Ma può anche succedere, nei casi più felici, che pure avendo aspettative e desideri diversi, genitori e figli ne discutano, ne parlino. E i figli aiutino i genitori a comprendere che devono rispettare le loro scelte. O magari, riflettendoci su e confrontandosi capiscano che i consigli dei genitori hanno un senso e che ci può essere uno spazio di rilfessione.
 
Molti genitori, che si sforzano di essere empatici, di non sovrintendere sulla vita dei loro figli, di lasciarli liberi di scegliere, si illudono che i figli non sentano le loro aspettative, ma questa è una illusione. Loro le percepiscono comunque, dal non verbale, da altri discorsi che si fanno. L'importante non è negarne l'esistenza ma far sì che non blocchino la comunicazione, che non siano degli outout.
 
Amare i figli passa per l'accettarli come sono... a parole sembra scontato essere d'accordo. Nella pratica, quando veniamo messi alla prova, è invece un po' più difficile della teoria... ma dobbiamo impegnarci!!!