L'amica geniale e la violenza contro le donne

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Sto leggendo i libri di Elena Ferrante, ho appena letto L'amica geniale e Storia del nuovo cognome.

L'amica geniale mi è piaciuto, molto.

Storia del nuovo cognome mi è piaciuto lo stesso, ma mi ha aggrovigliato le budella, in certi momenti è stato doloroso come un pugno nello stomaco.

Mi riferisco soprattutto alla vita di coppia, alle giovanissime protagoniste che si annullano nei matrimoni con giovani uomini violenti, alle loro famiglie che considerano la cosa normale, a loro stesse che sanno che l'unica forma di ribellione che hanno è rispondere a tono pur sapendo bene che gli uomini le "batteranno" ancora di più. "Battere", questo è il verbo che usa Ferrante per indicare le violenze domestiche, lo stesso verbo che si usa per un tappeto, battere una moglie era in fin dei conti naturale come battere un tappeto in Italia negli anni '50. E non c'era il divorzio, non c'era possibilità di fuga. Certo, non in tutte le famiglie, ma in tante.

In effetti mentro soffrivo leggendo queste pagine (io che mi diverto a leggere i noir più cruenti!) riflettevo proprio sul divorzio, su che grande conquista sia stata, su quanto noi che siamo venute dopo non ne siamo mai state abbastanza consapevoli. Su che prigione poteva diventare il matrimonio, prima. E c'è stato chi si è opposto con tutte le sue forze, assurdo! Pensavo su quanto siano stati importanti gli anni 60 e 70 (oltre alla legge sul divorzio) per cambiare le prospettive delle ragazze, perchè imparassero a dare valore a se stesse, ai loro diritti. (E a usare il loro cognome.) E pensavo anche che oggi c'è chi vorrebbe impedire ciò.

E pensavo però che oggi che ci indigniamo a leggere di donne battute o picchiate dai loro mariti e compagni, dobbiamo purtroppo sentire di donne uccise dai loro mariti e compagni. E quindi per quanto possa sembrare assurdo leggere di quelle "botte" date con la connivenza e il silenzio delle famiglie, botte considerate normali e naturali, oggi alla fine non stiamo messe poi tanto meglio. E' vero, i femminicidi ci fanno orrore, ma riusciamo davvero ad andare a fondo di questo orrore? O rischiamo che fra un po' ci sembreranno naturali come 60 anni fa lo erano le botte?

Riusciamo a comprendere quanto è importante l'educazione? Elena Ferrante ce lo mostra con molta chiarezza, cominciando a raccontarci di queste donne e questi uomini da quando sono bambine e bambini: gli esempi delle loro famiglie, il clima violento in cui vivono...

Poi beh i libri di Ferrante sono molto altro, c'è l'identità, l'amicizia, l'amore, la forza del desiderio e tanto altro ancora...