L'abbraccio contenitivo

Ci sono dei momenti in cui bimbi più piccini, ma comunque in genere sopra i 18 mesi/ due anni, hanno delle crisi di nervi che ci lasciano impotenti!. Strillano, piangono, urlano, a volte lanciano oggetti e rischiano anche di farsi del male o di farlo a chi sta intorno, specie se c'è un fratellino o sorellina contro cuiè rivolta la loro ira.

Cosa succede? I bambini non sono ancora in grado di controllare le loro emozioni e quindi, in seguito a una frustrazione, un No, un rimprovero, reagiscono a volte in questa maniera. Come in tutto, sono diversi e diverso è il livello di maturazione nelle diverse abilità che si acquisiscono con la crescita. Ma non è detto che sia meglio che un bambino reagisca a una frustrazione un silenzio e dando l'apparente idea che la cosa non lo tocchi... anzi!
 
Manifestare le emozioni è sempre positivo, dalla prima infanzia, fino all'adolescenza. E anche nell'età adultà una bella arrabbiata può essere liberatoria... ovviamente nei toni ben diversi... perchè ormai abbiamo imparato a controllare le emozioni!
 
Pensiamo ad esempio agli adolescenti: come è più facile affrontare la crescita quando si è imparato a gestire le proprie emozioni e incalanarle positivamente!
 
Ma torniamo alle crisi di nervi... che fare? Può essere efficace l'abbraccio contenitivo. Il termine inglese è "holding" che letteralmente tradurremmo tenere, contenere, mantenere la presa. E' un modo appunto per far sentire il bambino accettato anche quando esprime sentimenti di rabbia e di aiutarlo ad esprimere i sentimenti negativi, che in qualche modo anche loro stanno imparando a scoprire e quindi devono essere aiutati ad accettare. Viene chiamato anche "l'abbraccio che contiene".
 
La mamma, o l'insegnante o il papà, circonda il bambino con le sue braccia, sollecitando così il contatto fisico, gli parla con dolcezza, tranquillizzandolo, cerca magari il contatto con gli occhi. E se il bambino continua ad agitarsi e divincolarsi il genitore gli comunica che comunque anche se in preda a sentimenti negativi il bambino è accettato. Cosa che è molto importante perchè i bambini hanno paura che quando provano sentimenti negativi non siano accettati (a volte proprio a ciò sono divute le sfide... cercano di capire se sono amati ugualmente!).
 
Dunque loro comprendono  che sono amati sempre, aiutati sempre. Il rapporto ne esce rafforzato e i bambini imparano più in fretta a gestire i sentimenti critici, o a volte semplicemente l'ansia o la paura.
 
Un passo in più è, specie mentre si sta calmando, l'aiutarlo a verbalizzare le proprie emozioni, a ripercorrere come e perchè si è giunti a quella crisi, senza rimproverare o criticare... semplicemente verbalizzandolo e aiutando e stimolando lui a farlo.