La scuola deve anche educare?

La scuola deve anche educare? Ragionare su questa domanda è importante perché da questo poi deriva tutta una serie di considerazioni che si riflettono nel nostro dibattito sull'educazione alle differenze.

Quando entro in una classe scolastica per fare laboratori sulla lettura la prima cosa che in genere vedo (e ormai sono abituata a cercarla perché mi è d'aiuto in quanto mi dice molto sull'insegnante, anche...) è il cartellone con le regole. Vero che a volte non c'è ma in quel caso le regole sono 'orali', non inesistenti. Regole come: non si parla tutti insieme, non si sporca l'aula, non si dicono parolacce, non si offendono i compagni ecc. Se l'educazione fosse di competenza della famiglia le insegnanti non si troverebbero a dover spendere tutte le prime settimane del primo anno e poi lunghi periodi per 'scolarizzare' ma più spesso rendere civili molti piccoli 'scatenati' abituati da genitori a volte poco presenti a volte solo lassisti a fare e dire di tutto. È grazie alla scuola e al lavoro delle insegnanti che questi bambini e bambine diventano, a volte, piccoli futuri cittadine e cittadini abbastanza rispettosi delle regole e un minimo competenti nel conoscerle. Anche perché dall'educazione alla convivenza si passa all'educazione ambientale, all'educazione stradale e così via.

Quindi, sì, la scuola deve educare. Se non fosse necessario le maestre di ritroverebbero il primo giorno di scuola un classe di bambini e bambine silenziosi, obbedienti, rispettosi dell'ambiente e dei compagni (e dell'insegnante!), perfettamente pronti per iniziare a imparare a leggere, scrivere, far di conto e tutto il resto!

Ma continuiamo il discorso...