La lotteria dei quiz, le intelligenze multiple, i sogni di ragazze e ragazzi...

test di accesso

Ieri ascoltavo su TG3 Leonardo un interessante intervista al prof. Mario Torelli, archeologo appena insignito del prestiogioso premio Balzan, per i suoi studi sul mondo classico greco, romano ed etrusco.

Nell'intervista, il prof ha lanciato una dura critica al sistema in cui in Italia si scelgono gli accademici. Si assumono i peggiori e si mandano via i migliori dopo aver speso cifre enormi per formarli.

Niente che non sapessimo già in effetti, ma dopo aver fatto nei mesi scorsi una conoscenza un po' più approfondita del meccanismo di selezione per l'accesso all'università mi viene voglia di fare un parallelo.

Migliaia di candidati, tra loro centinaia di studenti e studentesse veramente bravi, che vanno a giocare alla lotteria dei quiz. Mollando anche, come è successo quest'anno, lo studio per l'esame di maturità. Centinaia di euro spesi nei libri che preparano ai quiz, per alcuni anche migliaia di euro in corsi di preparazione (che più che preparare culturalmente preparano a saper giocare alla lotteria dei quiz... ovviamente a chi può permetterselo!), altre centinaia di euro spesi dalle famiglie per recarsi nelle sedi universitarie e pagare l'obolo (in genere 50 euro) per iscriversi al quiz...

E che succede poi? Che dai quiz emergono tre gruppi, grosso modo: i bravissimi (che indubbiamente sono preparati ma hanno anche l'intelligenza del tipo necessario a fare giochetti di logica mentre i minuti passano di corsa), i non bravi (che oltre che non essere portati ai quiz non sono neanche preparati e spesso conseguono punteggi anche negativi) e la grande massa in cui ci sono ragazzi e ragazze mediamente preparati ma che spesso sono muniti di intelligenza tale da non essere del "tipo" adatto ai quiz. Perchè se devono dire se Tizio è bugiardo se dice che Caio non è bugiardo quando dice che Sempronio è bugiardo... vanno in tilt. Ma è questa la cultura? E' per questo che hanno speso anni sui libri? Tanto valeva allora che li passassero a fare Il quesito della Susi sulla Settimana Enigmistica! Tutti questi ragazzi/e hanno punteggi talmente vicini per cui per entrare a medicina o ad odontoiatria basta uno 0,5 in meno o in più.

Poi è successo che mia figlia abbia fatto le prove d'ingresso in un piccolo istituto (pubblico) dove non ci sono quiz ma prove vere: un saggio breve di italiano (6 ore), una prova grafica (9 ore), un colloquio per valutare le competenze culturali. Ecco, questo tipo di prove mi stanno bene, perchè non sono tutte così le prove universitarie? Il perchè l'ho capito ascoltando l'intervista al prof. Perelli, perchè l'univerità è consapevole che non potrebbe garantire l'assenza di nepotismo, di raccomandazione. E quindi via con i quiz che sono anonimi che di più non si potrebbe con quel meccanismo di buste dentro buste e di regole di compilazione che se il foglio lo infili storto la prova è annullata! Dunque non riuscendo a garantire una valutazione oggettiva, basata sulle reali competenze, si fa una valutazione che sicuramente è oggettiva ma sicuramente non valuta le reali competenze. Perchè le intelligenze sono diverse, perchè non siamo uguali, perchè un ragazzo/a che ha bisogno di tempo per riflettere o che ha difficoltà nei giochetti non è detto che non sarà un ottimo medico/a architetto/a, o odontoiatra...

Fateli questi benedetti test, se proprio dovete, ma fateli al massimo solo per scremare il livello più basso, e poi magari fate una seconda prova che valuti veramente, o meglio ancora non fatela proprio e lasciate che sia lo studio vero a mostrare chi è capace. E considerate che ormai è accertato sin dalla scuola elementare che siamo diversi, con intelligenze diverse, che l'intelligenza del primo della classe ha un suo valore ma altrettanto ne hanno l'intelligenza creativa, l'intelligenza emotiva, l'intelligenza per immagini, l'intelligenza linguistica... e qui lascio la parola agli studi di Howard Gardner...

E poi, ricordiamo che ci sono ragazzi e ragazzi che non meritano, dopo anni di studio e di impegno, dopo la costruzione di aspirazioni e sogni, di farsi scartare così, perchè hanno preso 38 invece di 40, o 45 invece di 45,5. Perchè chi ha preso 40 e non è entrato/a è bravo/a, è motivato/a non meno dell'altro che ha preso mezzo punto in più. Ricordiamo che dopo averci creduto questi ragazzi/e rimangono con i loro sogni a terra, si sentono rifiutati prima ancora di averci provato... Certo, ci sono i piani B e anche C, c'è il riprovarci l'anno prossimo, lo scegliere la facoltà affine... chi può permetterselo va all'estero (e interroghiamoci anche su questo,,, non credo che all'estero prendano il nostro scarto, come la migrazione di cervelli dimostra...) ma tutti indistantemente a 18-19 anni si avviano verso il mondo che noi adulti gli abbiamo preparato con una grande amarezza!