Indicazioni operative sulla legge sui disturbi specifici dell'apprendimento

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Gli uffici scolastici regionali stanno cominciando ad emanare le indicazioni operative della Legge nazionale per il riconoscimento dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) n. 170/2010.

Qui di seguito ecco il documento elaborato dall'ufficio scolastico regionale della Regione Puglia. In allegato invece sono disponibili i modelli del Piano didattico personalizzato per la scuolla primaria e secondaria e la guida per redigerli.

OGGETTO : Legge nazionale per il riconoscimento dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) n. 170/2010: indicazioni operative.

   
A tre mesi dall’approvazione della legge nazionale per i DSA (n. 170/2010) si dà seguito a quanto discusso nel corso dell’ultimo Congresso dell’Associazione Italiana Dislessia, tenutosi a Roma lo scorso 4 dicembre 2010 circa le prospettive applicative della legge in parola e che ha visto questo Ufficio Scolastico Regionale partecipe attivo di una Tavola rotonda sul tema “Cosa cambia nella scuola”, unitamente a quelli di Lazio, Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna.
Dal confronto è emerso che la l. 170 rappresenta una significativa opportunità per la Scuola italiana, in quanto punto di rilancio per una rivisitazione culturale delle differenze, che caratterizzano gli alunni e che emergono come “specialità”, solo a fronte di una offerta formativa metodologicamente unitaria e non curvata sui bisogni degli studenti.
Così intesa, la legge lascia individuare primi percorsi applicativi nelle seguenti azioni:

  • attivazione di laboratori linguistico-fonologici all’interno delle Istituzioni scolastiche;
  • definizione di una sezione del POF specificamente dedicata agli alunni con DSA, contenente la descrizione delle modalità di accoglienza, delle procedure di presa in carico, degli strumenti di cui la scuola è dotata per facilitarne il successo scolastico, della strutturazione del curricolo per competenze, opportunamente orientato nel senso della personalizzazione del processo di apprendimento;
  • organizzazione di opportune azioni di formazione per tutti i docenti, volte non solo all’informazione generale circa la natura dei DSA e l’assetto normativo e scientifico attuale per la presa in carico e la gestione scolastica degli alunni che ne sono portatori, ma soprattutto finalizzate a fornire loro gli strumenti operativi concreti per una didattica efficace. A tal fine, si ricorda che la nostra Regione, in quanto compresa nel novero dei territori ancora destinatari dei Fondi Strutturali Europei, oltre ai fondi statali vincolati ad attività formative, è in condizione di potersi attivare a tal riguardo sin da subito. In particolare, la misura B.4 di formazione docenti può risultare utile ad attivare percorsi di formazione curvati su questo bisogno formativo specifico, reso attualissimo dalla legge in parola.
  • Predisposizione, per ciascun alunno portatore di DSA, di un Piano Didattico Personalizzato, anche su modello di quello elaborato dall’AID nazionale e allegato alla presente, suscettibile, come è naturale, di adattamenti allo specifico ordine e grado di scuola, oltre che ai caratteri propri di ciascuna dimensione curricolare.


Si rammenta, inoltre, che il dettato della Legge, nel sottolineare l’esigenza del “riconoscimento” delle persone con DSA, definisce di fatto ruoli e funzioni specifiche per ciascuna agenzia del territorio, chiamata all’esercizio della propria responsabilità: dalla famiglia, che ha il diritto-dovere di prendere atto della difficoltà manifestata dal proprio figlio e, conseguentemente, di attivare ogni azione finalizzata a fare chiarezza sulla difficoltà medesima, ai servizi socio-sanitari (e, quindi, ai luoghi, in essi, deputati al decision-making), che devono essere nelle condizioni di far fronte alla richiesta di indagine diagnostica espressa dalle famiglie,  dotandosi degli opportuni mezzi, in termini di risorse umane e strumentali. In questo senso, il nostro territorio è già allineato, almeno dal punto di vista normativo, rispetto alla legge nazionale, essendo dotato, ormai da quasi un anno, di un’apposita legge regionale (art. 52 della l.r. 4/2010 “Norme urgenti in materia di sanità e servizi sociali” – richiamato nella nota di questo Ufficio n. 9405 del 19.X.2010).
La Puglia è, quindi, pronta, dal punto di vista giuridico, a costruire un sistema di relazioni interistizionali e, quindi, di azioni condivise e concrete per consentire alle persone con DSA di realizzare il proprio progetto di vita, sviluppando al massimo le proprie potenzialità.
Nella certezza di poter contare sulla consueta e qualificata collaborazione delle SS.LL., l’occasione è gradita per inviare distinti saluti.
IL DIRETTORE GENERALE Lucrezia  Stellacci

 

 

OGGETTO : Legge nazionale per il riconoscimento dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) n. 170/2010: indicazioni operative.

 

A tre mesi dall’approvazione della legge nazionale per i DSA (n. 170/2010) si dà seguito a quanto discusso nel corso dell’ultimo Congresso dell’Associazione Italiana Dislessia, tenutosi a Roma lo scorso 4 dicembre 2010 circa le prospettive applicative della legge in parola e che ha visto questo Ufficio Scolastico Regionale partecipe attivo di una Tavola rotonda sul tema “Cosa cambia nella scuola”, unitamente a quelli di Lazio, Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna.

Dal confronto è emerso che la l. 170 rappresenta una significativa opportunità per la Scuola italiana, in quanto punto di rilancio per una rivisitazione culturale delle differenze, che caratterizzano gli alunni e che emergono come “specialità”, solo a fronte di una offerta formativa metodologicamente unitaria e non curvata sui bisogni degli studenti.

Così intesa, la legge lascia individuare primi percorsi applicativi nelle seguenti azioni:

  • attivazione di laboratori linguistico-fonologici all’interno delle Istituzioni scolastiche;

  • definizione di una sezione del POF specificamente dedicata agli alunni con DSA, contenente la descrizione delle modalità di accoglienza, delle procedure di presa in carico, degli strumenti di cui la scuola è dotata per facilitarne il successo scolastico, della strutturazione del curricolo per competenze, opportunamente orientato nel senso della personalizzazione del processo di apprendimento;

  • organizzazione di opportune azioni di formazione per tutti i docenti, volte non solo all’informazione generale circa la natura dei DSA e l’assetto normativo e scientifico attuale per la presa in carico e la gestione scolastica degli alunni che ne sono portatori, ma soprattutto finalizzate a fornire loro gli strumenti operativi concreti per una didattica efficace. A tal fine, si ricorda che la nostra Regione, in quanto compresa nel novero dei territori ancora destinatari dei Fondi Strutturali Europei, oltre ai fondi statali vincolati ad attività formative, è in condizione di potersi attivare a tal riguardo sin da subito. In particolare, la misura B.4 di formazione docenti può risultare utile ad attivare percorsi di formazione curvati su questo bisogno formativo specifico, reso attualissimo dalla legge in parola.

  • Predisposizione, per ciascun alunno portatore di DSA, di un Piano Didattico Personalizzato, anche su modello di quello elaborato dall’AID nazionale e allegato alla presente, suscettibile, come è naturale, di adattamenti allo specifico ordine e grado di scuola, oltre che ai caratteri propri di ciascuna dimensione curricolare.

 

Si rammenta, inoltre, che il dettato della Legge, nel sottolineare l’esigenza del “riconoscimento” delle persone con DSA, definisce di fatto ruoli e funzioni specifiche per ciascuna agenzia del territorio, chiamata all’esercizio della propria responsabilità: dalla famiglia, che ha il diritto-dovere di prendere atto della difficoltà manifestata dal proprio figlio e, conseguentemente, di attivare ogni azione finalizzata a fare chiarezza sulla difficoltà medesima, ai servizi socio-sanitari (e, quindi, ai luoghi, in essi, deputati al decision-making), che devono essere nelle condizioni di far fronte alla richiesta di indagine diagnostica espressa dalle famiglie, dotandosi degli opportuni mezzi, in termini di risorse umane e strumentali. In questo senso, il nostro territorio è già allineato, almeno dal punto di vista normativo, rispetto alla legge nazionale, essendo dotato, ormai da quasi un anno, di un’apposita legge regionale (art. 52 della l.r. 4/2010 “Norme urgenti in materia di sanità e servizi sociali” – richiamato nella nota di questo Ufficio n. 9405 del 19.X.2010).

La Puglia è, quindi, pronta, dal punto di vista giuridico, a costruire un sistema di relazioni interistizionali e, quindi, di azioni condivise e concrete per consentire alle persone con DSA di realizzare il proprio progetto di vita, sviluppando al massimo le proprie potenzialità.

Nella certezza di poter contare sulla consueta e qualificata collaborazione delle SS.LL., l’occasione è gradita per inviare distinti saluti.

IL DIRETTORE GENERALE

F.to Lucrezia Stellacci