Il diritto di piangere

Mio figlio, di circa 3 anni, mi disubbidisce, non mi ascolta e quando lo rimprovero piange e i rimproveri non servono perchè più lo rimprovero e più piange e continua a non fare quello che gli dico. Vorrei che mi obbedisse e che non piangesse sempre.

Cara mamma, aldilà di tante considerazioni sul comportamento del tuo bambino c'è una cosa da dire: così come noi genitori abbiamo il diritto, e anche il dovere, di dare delle regole e di far sì che vengano rispettate, i bambini hanno il diritto, una volta che gli è stato detto di fare o no fare qualcosa, di lamentarsene. Anzi, non solo è un diritto, ma il pianto dopo il No è importante e utile, serve a crescere, serve a gestire la frustrazione. Non si può impedire a un bambino di fare qualcosa e poi impedirgli di essere dispiaciuto, arrabbiato... se questa rabbia non è gestita in modo da far del male a sè o agli altri. Insomma, non si può dire a un bambino, faccio un esempio "non puoi uscire" e poi "non devi piangere perchè non puoi uscire". Dopo aver subito il No il bambino deve poter elaborarlo, riflettere sul fatto che ci sono i No da accettare, mi spiego?

Dagli  autonomia e tempo e poi però una volta che dici no non tornare indietro. Ma lascialo libero, magari in camera sua, di essere arrabbiato... è una cosa normale, magari non capitasse, nè ai grandi nè ai piccini!

Non avere paura di non insegnargli l'educazione dandogli la possibilità di essere più autonomo e di gestire le sue frustrazioni!