I disturbi dell'apprendimento

Con l’acronimo Dsa si indicano i Disturbi specifici dell’apprendimento che raggruppano diverse difficoltà legate alla capacità di lettura, di scrittura, di calcolo, di comprensione. Con Dsa ci si riferisce ai soli disturbi delle attività scolastiche e in particolare a dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia.

La principale caratteristica di questa categoria è la sua specificità, ovvero il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità (lettura, scrittura, calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.
Questo significa che per avere una diagnosi di dislessia, il bambino NON deve presentare deficit di intelligenza, problemi ambientali o psicologici, deficit sensorali o neurologici.
La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento della lettura. Il soggetto dislessico presenta una particolare difficoltà a riconoscere e discriminare i segni alfabetici contenuti nelle parole, ad analizzarli in sequenza, a orientarsi sul rigo da leggere e a farlo con rapidità.
La discalculia è una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e decrescente, nella risoluzione di situazioni problematiche.
La disortografia è la difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici.
La disgrafia è una difficoltà di scrittura che riguarda la riproduzione dei segni alfabetici e numerici.
Il termine disturbo specifico sta a indicare che chi presenta un Dsa apprende in modo diverso rispetto agli altri, percorre tappe diverse in tempi e modi differenti. I dislessici, ad esempio, non riescono a consolidare l’automatismo della letto-scrittura presente, a differenza dei bambini non dislessici i quali apprendono a leggere seguendo delle tappe: dapprima lo fanno in modo non automatico, per poi passare all’automatismo vero e proprio.
Tratto dal blog di Cristiana Zucca sulla dislessia: http://crizu.blogspot.com/