I colloqui!!!

I colloqui! Il momento tanto temuto da insegnanti, genitori e studenti!

Dagli insegnanti, che sempre più spesso devono ascoltare genitori che dovrebbero ascoltare e invece vogliono solo difendere e parteggiare per i figli e contrastare ciò che gli insegnanti dicono; temuto dai genitori che devono affrontare lunghe code in affollati corridoi per conoscere poi dei voti che già conoscono e affrontare il disagio di non riuscire a offrire il loro punto di vista, e dagli studenti... inutile spiegare il perchè!

Paradossale forse, che genitori e insegnanti escano poi entrambi insoddisfatti, quando invece i colloqui sarebbero un momento importantissimo per parlare, senza accuse e senza difese, dei ragazzi, delle loro forze e debolezze, mettendo a confronto due punti di vista su di loro, a volte simili altre diversissimi. Quanto genitori e insegnanti potrebbero giovarsi gli uni degli altri, a beneficio dei ragazzi!

Ma succede raramente, sarà la fretta, sarà il poter dedicare poco tempo a ogni genitore o il non riuscire a incontrare tutti gli insegnanti in un pomeriggio, certo è che i colloqui sono visti dagli uni e dagli altri come una immane, e spesso inutile, fatica.

Ecco come raccontava i colloqui l'altro giorno su Facebook Roberta, una mamma, parlando dei colloqui dello stesso liceo di mia figlia:

"Intere famiglie allargate slabbrate, mogli, mariti ex mariti, compagni, giovani amanti, figli no. 1, 2 e 3, amici dei figli, vicini di casa e così via, organizzati a rete coi walky talky, disseminati tra i corridoi: 'Posizionati nel corridoio B aula 23...' 'Ricevuto', a darsi il cambio, a fare mosse strategiche, tre-quattro file in simultanea. I colloqui non sono una roba per single."

E no, ci vuole tutta una organizzazione familiare complessa per uscire indenni dal pomeriggio di colloqui!