Educare i bambini alla diversità

E con Tango siamo in tre

In questi giorni stanno suscitando tante polemiche la scelta di alcune scuole e comuni di promuovere la circolazione e la lettura di libri che trattano il tema della diversità, e tra le varie diversità, l'omogenitorialità. Inoltre, alcune insegnanti raccontano le difficoltà che incontrano nel far circolare questi bellissimi albi. Ne cito uno fra tanti: E con Tango siamo in tre, di Peter Parnell e Justin Richardson.

C'è chi pensa che non sia compito della scuola trattare questi temi, c'è che pensa che così si fa pubblicità alla diversità, chi ritiene che sia prematuro parlarne prima delle scuole medie.

Io penso invece che sia importantissimo che a scuola se ne parli. Ovviamente è giusto che il linguaggio cambi a seconda dell'età dei bambini e delle bambine, ma secondo me sin da piccolissimi i bambini vanno educati a contrastare gli stereotipi, a rispettare le diverse identità, a rispettare anche i desideri altrui.

Eì di questi giorni la notizia di quel bambino di 11 anni che negli Stati Uniti ha tentato di togliersi la vita perchè, solo perchè giocava con i mini pony, veniva considerato gay. I bambini già alle scuole elementari prendono in giro come gay (ma in realtà usano parole ben peggiori a seconda dei luoghi...) un compagno solo perchè vuole magari fare danza o preferisce giocare con le bambine. E da chi imparano questi termini e questi stereotipi? In famiglia ovviamente. Ci sono famiglie che non sono in grado di parlarne correttamente, che invece diffondono gli stereotipi, il pregiudizio. Ecco perchè è importantissimo il ruolo della scuola. Non si tratta di fare propaganda ma di contrastare gli stereotipi e il rifiuto della diversità vissuti in famiglia prima che si radicalizzino. E alle scuole medie ormai i pregiudizi sono belli e costruiti. E' quello che grazie al cielo la scuola fa sull'intercultura, contro il razzismo.

La famiglia può fare cose meravigliose ma non dobbiamo pensare alla famiglia modello come quelle delle mamme e i papà illuminati. Dobbiamo pensare a tutte le famiglie e soprattutto a quelle in cui gli stereotipi vengono cresciuti, alimentati, nutriti...

Alle elementari si può parlare in modo diretto, ma bisogna invece cominciare ancora prima, al nido e alla materna lo si deve fare educando i bambini alla libertà di provare emozioni e di rispettare quelle altrui.