Diciamo no al linguaggio violento

Devo dire una cosa, è un discorso un po' lungo quindi se vi interessa vi richiederà un po' di tempo. Come chi mi conosce di più sa, frequento questo mondo online da quasi vent'anni ormai, nel '97 cofondai il primo sito di mamme italiano e da allora ho passato sicuramente più tempo con le amicizie online che con quelle reali. Sono stata sempre una fan della comunicazione online, e l'ho testimoniato partecipando a incontri, convegni e sul tema ho anche scritto un ebook (pubblicato da me come editrice quindi vale poco da questo punto di vista! ).

Ho visto la rete quale strumento straordinario per creare sostegno su temi come la depressione post parto, la procreazione assistita, per avvicinare persone su tematiche come l'adozione o l'allattamento ecc. E sono sempre stata entusiasta di come la rete unisse, come rendesse sicuro di sè il timido o placasse l'incontinente verbale o desse coraggio a chi avesse bisogno di esprimere sentimenti anche difficili. Il non guardare negli occhi può aiutare, il presentarsi dietro una tastiera può dare forza, coraggio. Però, prima dell'avvento di facebook, questo avveniva nelle comunità online, nei forum, come quello di Mammeonline. Nei forum, allora ma anche adesso per chi li frequenta (ad esempio quello di amanti della vela che frequenta mio marito), c'è la moderazione.

Non si può dire ogni bischerata che viene in mente, non si può pubblicare ogni foto volgare o sconcia che ci passa per le dita, non si può offendere singoli o categorie. Non è facile moderare, certo. Si rischia di passare per censori, si deve accettare l'idea di essere chiamati bigotti o minacciati di atti legali, ne so qualcosa purtroppo. Ma alla fine la moderazione è vincente, anche perchè io credo che sia nella natura umana il bisogno di essere moderati, di avere qualcuno che ci aiuta a tenere a freno i peggiori istinti, tanto più in rete, dove se è pià facile confidarsi o parlare, per il timido, è anche più facile tirare fuori il peggio di sè. D'altra parte nella vita reale la moderazione è data proprio dal guardarsi, dal sapere che ci sono dei limiti che non si possono superare senza apparire in un certo modo. Ma ora tutte queste piccole piazze online stanno sparendo, FB è diventata la piazza più grande (insieme a Tw che però per la sua natura ha qualche anticorpo in più contro la volgarità) e su FB si può dire praticamente tutto. Dalla parolaccia alle bestemmie, dalle ingiurie alle minacce... e se si prova a protestare, il grande fratello FB ci risponde con la solita frase, ovvero la cosa da noi segnalata "rispetta i nostri standard di comunità".

Qual è la conseguenza? Che FB e l'online stanno sdoganando i nostri peggiori istinti, i nostri peggiori pensieri. Se una cattiveria la leggo scritta mi sento nel giusto a pensarla, se condivido la cattiveria detta da altri c'è qualcuno che parla per me, se la tal cosa la dicono anche altri perchè non dovrei dirla anche io? La pagina della Presidente Boldrini è l'esempio in un senso, quella di Salvini nell'altro. L'unione fa la forza, l'unione dei pensieri violenti diventa violenza vera e propria. Il pensiero violento va naturalmente a braccetto con le parolacce, altra cosa che la rete ha contribuito a sdoganare. Dico parolacce ma penso in realtà a vere e proprie espressioni volgarissime e sessiste (naturalmente il sessismo è protagonista, anche da parte di donne), parole che fino a qualche anno fa magari le stesse persone non avrebbero mai detto o tanto meno scritto. Guardate, io resto una fan delle comunicazione online, ci ho passato e ci passo una quantità di ore che avrei paura a cercare di calcolare però mi piacerebbe fare un passo indietro, mi piacerebbe fare qualcosa, dire: Basta, fermiamoci e chiediamoci cosa possiamo fare perchè non se ne può più, perchè nuove generazioni arrivano continuamente in rete e apprendono questo turpiloquio, questo linguaggio violento che crea a sua volta violenza, perchè contiene dei semi che crescono in fretta.

Mi rivolgo in particolare a tutte le amiche e gli amici che come amano i libri, le parole, amano rivolgersi a bambini e bambini... cosa possiamo fare per dare di nuovo nobiltà alle parole? Per fare in modo di tornare a sceglierle le parole, a insegnare ai giovani a farlo, e così facendo a contaminare in senso buono gli altri e le altre? Le parole siamo noi, ci rappresentano, raccontano noi stessi, sono le parole che formano i pensieri... mi piacerebbe spiegarlo ai giovani, mi piacerebbe creare una gigantesca catena di belle parole, di pensieri espressi anche in modo duro ma senza parolacce, argomentando invece di blaterare insulti, perchè anche i sentimenti negativi si possono esprimare ma in modo corretto. A qualcuno/a di voi oltre che a me piacerebbe provarci? Grazie se siete arrivati fin qui!