Dalla parte delle mamme; tutte le mamme!

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Sono un po' stanca del modo in cui si stanno associando nel dibattito sulle unioni civili la stepchild adoption e la gravidanza per altri (o maternità surrogata, o utero in affitto... come vogliamo chiamarla...).

Non mi interessa adesso entrare nel merito della gravidanza per altri, non credo sia il momento giusto, credo che per ora sia importante risolvere il problema del riconoscere i diritti ai bambini e alle bambine che già esistono, siano essi nati dalla volontà di due uomini, o di due donne o di coppie etero (in cui ci può essere stata la scomparsa di uno dei due partner) successivamente ricomposte.

Dunque, in nome della paura del ricorso alla gravidanza per altri, al momento peraltro vietata nel nostro ordinamento dalla legge 40 del 2014 (credo sia l'unico divieto rimasto in piedi tra quelli post dalla legge 40!), si negano diritti a:

- bambini/e che esistono, sono nati e che pur vivendo con due genitori per la legge ne hanno uno solo con tutto quello che si può immaginare di conseguenze in caso di malattia, morte, eredità, relazioni con parenti vari e nonne/i soprattutto;

- bambini/e che sono nati e che giustamente continueranno a nascere con il permesso delle leggi italiane da coppie di donne che non hanno ovviamente bisogno di ricorrere a uteri altrui perchè hanno i loro, ma solo alla donazione di spermatozoi (PERMESSA dalle nostre leggi).

In nome della paura della gravidanza per altri si dimenticano, da parte di tutte e tutti, le donne. Si dimentica, e non è una cosa rara, dell'altra metà del cielo. Quanto maschilismo vedo in questa dimenticanza. Da parte di tutte e tutti coloro i quali parlando ossessivamente di utero in affitto dimenticano le donne. Sempre discriminate, anche nell'ambito delle categorie discriminate.

 

Illustrazione di Tiziana Rinaldi