Come ascoltare i bambini che non sanno ancora parlare

Si potrebbe facilmente essere portati a credere che l'ascolto attivo sia utile solo per i bambini in grado di parlare. Non è così, anche se  "l'ascolto attivo con i bambini più piccoli richiede indubbiamente una maggiore comprensione della comunicazione non verbale per poter rispondere in modo efficace ai loro messaggi non verbali".

Come si fa?

"Il genitore deve imparare a decifrare adeguatamente il comportamento non verbale del neonato prima di determinare cosa lo disturba". Al segnale del bambino (ad es. il pianto) il genitore deve rispondere con altro segnali non verbali, mettendo in atto in questo modo un ascolto attivo. L'obiettivo è sviluppare la capacità di decodificare il comportamento non verbale del bambino e quindi apprendere con l'esperienza come soddisfare i suoi bisogni e fornire una soluzione ai suoi problemi.

Questo porta Gordon a considerare inadeguate molte ricerche compiute sulla psicologia evolutiva dei bambini. Non sarebbe tanto utile discutere su pasti a orario o a richiesta, su svezzamento tardivo o anticipato, su severità piuttosto che indulgenza perché tutte queste teorie non tengono conto dell'enorme diversità dei bisogni deibambini e della diversa efficacia delle loro madri nel comprenderli.

Quindi l'ascolto attivo può indurre, ad esempio, una madre a decidere di svezzare tardivamente un figlio, precocemente un altro e in  modo diverso dai primi due un terzo.

Lasciar loro soddisfare da sé i propri bisogni

Il fine ultimo dei genitori dovrebbe essere quello di aiutare il bambino molto piccolo a sviluppare gradualmente le proprie risorse necessarie per superare la dipendenza dei genitori e per migliorare la capacità di risolvere i propri problemi autonomamente.