Cibo e coccole
Chiacchierando con le giovani mamme appare evidenti che uno dei problemi maggiori che si trovano ad affrontare è il rapporto con il cibo. Quando poi una mamma dice "Mio figlio non mi mangia" emerge tutto!!!
Sì, è come se firmasse una dichiarazione in cui sottoscrive che il fatto che il bimbo non mangi, o non mangi come lei ritiene che dovrebbe, diventa un affronto personale a lei. E partendo da questo affronto scoppia spesso una vera e propria guerra, fatta di battaglie combattute con urla, strilli e punizioni e altre affrontate invece con promesse, distrazioni a base di giochi e tv accesa, piatto portato sul divano... battaglie combattute dimenticando che non è l'infilare un boccone in più in una boccuccia distratta e disinteressata l'importante, ma creare per nostro figlio un rapporto col cibo sano ed equilibrato.
Anzi, ogni boccone in più infilato in bocca approfittando della distrazione allontana sempre più dall'obbiettivo finale, facendo comprendere al bimbo quanto sia importante per la mamma che lui mangi e al contempo rendendolo consapevole di avere un'arma a disposizione per ottenere ciò che vuole: il cibo. E così la situazione comincia a diventare irrecuperabile, si entra in un vortice di ricatti e blandizie, di piatti speciali, di momenti di tensione e di rabbia. Problemi che a volte si risolvono naturalmente e a volte scaturiscono nei ben più gravi disturbi alimentari: dalla bulimia e anoressia all'obesità, poiché, una volta interiorizzato il meccanismo, si continua invece a usare il cibo anche con se stessi come momento di punizione o di gratifica.
Parlando con le stesse mamme poi, andando un po' più a fondo, scopro di bimbi già grandicelli che fanno il pasto da soli, perchè così poi "io e mio marito mangiamo in pace", bimbi che magari fanno il pranzo a scuola e cenano da soli a casa! Oppure bimbi che a 3, 4,5 anni vengono imboccati o mangiano ancora le pappe frullate.
Mangiare insieme è fondamentale secondo me, ove possibile. Meglio più tardi, se il papà torna tardi dal lavoro, ma insieme. Il pasto è il momento dello stare insieme, del raccontarsi le giornate, del condividere insieme il piacere del buon cibo. Il mangiare insieme è da sempre qualcosa che aiuta a star bene insieme, che unisce e io penso che debba essere lo strumento principale per far scoprire ai bambini che bello e piacevole che può essere mangiare!
L'immagine in alto è la copertina di un libro: Coccorocò, cuoco delle coccole. Coccorocò è un simpatico cuoco che, un po' come la famosa Babette protagonista di un bellissimo film!!!, decide di organizzare la Festa delle Coccole per far tornare l'armonia fra i suoi concittadini e far scoprire ai bimbi che il cibo può essere anche un bellissimo gioco! Consiglio questo libro ai bimbi che hanno bisogno di scoprire, magari anche pasticciando in cucina con le semplici ricette suggerite da Coccorocò, che cosa piacevole possa essere il cibo!




Commenti
Ohhhh, finalmente ho trovato
Ohhhh, finalmente ho trovato qualcuno che parla di questo aspetto dell'alimentazione! Sono una laureanda in psicologia e sto facendo una tesi che riguarda un progetto psicoeducativo a scuola! E uno dei casi che ho seguito riguardava proprio una bambina che seguiva un alimentazione molto molto selettiva e che all'età di 3 anni mangiava ancora pappe frullate e quindi a scuola si rifiutava di mangiare qualunque cosa che nn fosse frullata come a casa! Comunque l'aspetto che mi interessava sottolineare nella mia tesi riguarda le emozioni che si provano nel momento del pasto (condivisione, stare insieme etc...) e la diversa importanza che diamo noi adulti (mamme, maestre) rispetto ai bambini, al momento del pasto!Insomma volevo trattare di più l'aspetto relazionale di questo momento! Ti scrivo questo commento perchè sono alla disperata ricerca di testi, articoli o qualunque fonte da poter usare e citare nella mia tesi. Se tu potessi aiutarmi in qualunque modo te ne sarei davvero grata!
Ti ringrazio in anticipo!
Buon weekend!
Lucia
Educazione e/al cibo
Salve, mi complimento per l'approccio all'argomento. Da mamma e da appassionata di enogastronomia d'eccellenza, ho visto che introdurre i miei figli al cibo sano, autoctono (quando possibile) e a condividerlo in letizia e consapevolezza, è stato basilare anche per la loro educazione generale e per la loro sensibilità all'economia sostenibile, alla tradizione, al lavoro agricolo ed a molti altri aspetti sociali.
Quindi sottoscrivo in pieno questo articolo!
Alessandra
Grazie Alessandra! In effetti
Grazie Alessandra!
In effetti qui non ho parlato dell'importanza dell'educare al cibo sano, che è un altro tema che mi sta molto a cuore e che approfondirò in altri articoli. Ma se vuoi offrirmi dei contributi sarò lieta di accoglierli.
Ciao Donatella! Ti chiedo
Ciao Donatella!
Ti chiedo scusa se questo messaggio ti arriverà due volte, ma non trovo dove ha postato il primo e quindi non so se ti arriverà o no!
Sono una laureanda in psicologia dello sviluppo e sto facendo una tesi che si basa su progetti psicoeducativi a scuola! In uno dei casi che mi è capitato di seguire c'era una bambina con un alimentazione molto molto selettiva. All'età di tre anni mangiava solo papponi frullati e quindi in mensa, a scuola si rifiutava di mangiare qualunque cosa non fosse frullata come faceva la mamma a casa!
Quello che vorrei sottolineare nella mia tesi è l'aspetto relazionale ed emotivo che caraterizza il momento del pasto (condivisione, lo stare insieme, etc...)e magari porre l'attenzione sulla diversa importanza che diamo noi adulti (mamme, maestre) rispetto ai bambini, al momento del pasto e all'alimentazione in generale!
Visto che hai scritto questo articolo così interessante e mirato proprio su quello che io sto cercando, mi chiedevo se fossi a conoscenza di testi, articoli o qualunque altra fonte che tratti nello specifico questo particolare argomento!
Ti sarei veramente grata se potessi darmi qualche dritta, perchè io brancolo nel buio!
Intanto ti ringrazio e ti auguro buon weekend!
Lucia