Bilinguismo e intercultura

Domani pomeriggio mio marito accompagnerà a Roma, in aeroporto, la famiglia di origine indiana che vive presso la nostra azienda agricola, poichè il papà lavora con mio marito e svolge anche la funzione di guardiano. La famiglia è di origine indiana nel senso che papà e mamma sono indiani, ma i due figli, il ragazzo di 16 e la bambna di 5, sono nati in Italia anche se non possono essere cittadini italiani. Ma non è di questo che volevo parlare, sebbene sia un argomento molto importante.

Dicevo, li accompagnerà a Fiumicino dove prenderanno l'aereo per andare a trascorrere un periodo di vacanza presso la loro famiglia, nel loro paese. E pensando a questi due ragazzi che parlano benissimo l'italiano, penso che cosa bella che è che parlino benissimo anche la lingua del paese dei loro genitori. Quindi, benchè ormai quasi italiani, saranno perfettamente in grado di comunicare con nonni, zii, cugini, amici e quindi utilizzare questo periodo di vacanza per acquisire informazioni sulla loro cultura, storia, tradizioni... 

Sembra scontato, eppure l'altro giorno mi sono trovata a parlare con una insegnante, nell'ambito di un incontro proprio sull'accoglienza di ragazzi stranieri a scuola, che ha detto delle cose che mi hanno un po' sconvolto. Questa insegnante si lamentava poichè le mamme dei suoi alunni di origine non italiana parlano con i bambini la loro lingua. A suo dire questo ostacola l'apprendimento della lingua italiana da parte dei bambini. Ora, mi sta anche bene riflettere sul fatto che i bambini siano il ponte per i loro genitori, anche per apprendere l'italiano (specie le mamme che se non lavorano hanno poche occasioni per imparare l'italiano), ma come si fa a chiedere alle mamme di non parlare più la loro lingua perchè i bambini devono imparare l'ìitaliano?

I bambini hanno una capacità straordinaria di imparare le lingue, possono impararne e parlarne più d'una contemporaneamente. Fa nulla che impiegheranno 3 o 6 mesi in più per imparare l'italiano ma non dobbiamo permettare che dimentichino la lingua d'origine perchè quella lingua è parte della loro identità, è la lingua dell'affetto, dell'amore, della relazione familiare. E poi come trasmettere la ricchezza delle culture e delle tradizioni in un italiano stentato, che se pure diventerà presto fluente per i figli resterà stentato a lungo per i genitori? Penso ai due ragazzi di cui parlavo all'inizio, A e S, loro parlano benissimo italiano e indiano, il papà se la cava con l'italiano, la mamma, in Italia da quasi vent'anni, lo parla proprio poco. Sarebbe davvero una perdita enorme nella loro comunicazione se non fossero i ragazzi a parlare indiano! Se la loro comunicazione quotidiana non si svolgesse nella lingua che tutti e qattro padroneggiano.

Il rischo è che il bisogno di ambientarsi, di inserirsi causi una perdota invece di un arricchimento.