Ascoltiamoli!!!
Ascoltiamo i nostri figli!!! Sembra un consiglio banale ma io penso che valga la pena perderci qualche minuto per rifletterci su e magari per chiederci se lo facciamo veramente, e se lo facciamo sempre!
Facciamo un esempio: il nostro bimbo di sei anni frequenta la prima elementare e una bella mattina ci dice che non vuole andare più a scuola perché andare a scuola è brutto. Ovviamente è il momento peggiore della giornata, c'è lui da portare a scuola, il piccolo da portare al nido e poi c'è da correre per andare al lavoro... e il papà è già uscito di casa! Tra preparare una colazione e vestire il piccolo viene fuori un dialogo tipo questo:
"Non voglio andare a scuola, la scuola è brutta!"
"Perché la scuola è brutta?"
"Perchè sì... io non ci voglio andare... e poi... Giovanni..."
"Ma non che non è brutta, è bello imparare, la maestra ti vuole bene e ti piace, e poi c'è Francesco, il tuo amichetto del cuore..."
"Sì, devo portare le figurine a Francesco ma..."
"Dai dai metti il giubbetto che è già tardi"
Beh, non è andata neanche tanto male, si è usciti più o meno in orario e ricordandogli l'affetto per la maestra e il piacere di rivedere Francesco e portargli le figurine abbiamo risolto il problema urgente: uscire di casa!
Ma c'era quel "Giovanni" che è rimasto in sospeso, forse non l'abbiamo neanche sentito... abbiamo realmente ascoltato nostro figlio? Ci siamo posti il problema di capire qual era il vero problema o abbiamo solo tamponato una situazione critica senza affrontarla?
E' quello che facciamo spesso, non ascoltiamo realmente, diamo delle soluzioni senza aver capito il problema, soluzioni magari utili al momento ma che non risolvono, non affrontano.
Avremmo invece dovuto chiedergli perché non ci voleva andare, sollecitare una sua risposta, mostrare un reale interesse, dargli la sensazione di essere realmente ascoltato. E' difficile anche per noi parlare quando non ci sentiamo ascoltati, quando ci propongono delle soluzioni prima ancora di averci dato modo di spiegare il problema.
Ascoltare è una cosa che si fa con l'udito ma anche con la postura, con gli occhi, lo sguardo, le mani... prendere le mani di un bimbo che sta cercando di dirci qualcosa e guardarlo negli occhi vuol dire fargli capire che tutta la nostra attenzione è concentrata su quello che sta per dirci! Per lui è veramente importante!
La mamma di quest'esempio magari ha fatto anche bene in quel momento di fretta a tamponare. Ma magari dopo scuola, quando il piccolino dorme e lei ha piena disponibilità di tempo può dedicarsi a un ascolto vero riprendendo il discorso.



