Ancora sull'educazione al genere

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Dopo la fiera di Bologna in cui ho visto che di educazione al genere e di lotta contro gli stereotipi di genere si comincia a parlare, continuo la mia rassegna sul tema. E' divertente notare che si usano la parola italiana genere, e quindi si parla di Educazione al genere quando la chiave di lettura è positiva e invece la parola inglese gender quando si vuole attaccare l'educazione al genere. Forse perchè si vuol far pensare a qualcosa di internazionale? O perchè si cerca l'assonanza con il termine transgender, che un po' spaventa?

Qui ci sono le sentinelle: http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Attualita/Sentinelle-in-piedi-per-la-liberta-di-154503.aspx ovvero uomini e donne che hanno manifestato contro il disegno di legge Scalfarotto colpevole, a loro dire, di voler imporre a tutti nuove forme di famiglia.

Da La Spezia passiamo a Santa Teresa di Riva: http://www.sikilynews.it/cultura-e-spettacolo/educazione-rispetto-differenza-di-genere-incontro-liceo-classico/849 dove la Scuola promuove la differenza: educazione al rispetto della differenza di genere. Gli studenti della classe II B hanno rilevato come “la storia sia sempre stata androcentrica e caratterizzata dall’identificazione dell'umanità con l'uomo di sesso maschile e le donne siano risultate esseri umani di secondo livello, ossia mancanti, incompleti e  inferiori. Le diverse culture si sono sviluppate, infatti, all’insegna di questo pensiero, che subordina il femminile ed esalta il maschile, in quanto depositario del potere, della cultura e della libertà."

Ma se quel che succede a S. Teresa di Riva ci piace ecco subito un segnale preoccupante da Pistoia dove proprio oggi 28 marzo l'associazione Le manif pour tous si preoccupa perchè a loro dire "l'ideologia gender" (che poi, mi spiegano che vuol dire "ideologia gender"?) teorizza una sessualità liquida e svincolata dalla realtà corporea della persona... e anche qui mi chiedo cosa voglia dire... http://www.gonews.it/2014/03/24/una-conferenza-su-scuola-educazione-sess...

Invece sull'Avvenire di ieri c'era una bella lettera di una insegnante che spiegava al direttore il bel progetto La scuola fa la differenza: http://www.avvenire.it/Lettere/Pagine/corsi-filo-gender-e-ild-emocratico-dissenso-dal-basso-tarquinio.aspx Con olta calma l'insegnante voleva spiegare il progetto e le sue finalità: «Costruzione dell’identità di genere; sviluppo della libera espressione della personalità nel rispetto degli altri/e e delle differenze individuali; parità donna-uomo; pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali; contrasto al sessismo della lingua e nella cultura italiana; lotta all’omofobia, al bullismo e a ogni forma di violenza sulle donne». (Linee guida espresse e ribadite dal Consiglio d’Europa e dalla Unione Europea). La risposta a me pare presuntuosa e ignorante (nel senso di chi ignora!), ma lascio al lettore giudicare. Copio solo una frase: un’impostazione filo-gender (ovvero l’articolata visione di quanti sostengono che l’identità sessuale delle persone non ha fondamenti di natura femminile-maschile, ma piuttosto e solo una base culturale e perciò mutevole).

Ecco invece l'iniziativa della Presidente della Camera Laura Boldrini: http://www.educationduepuntozero.it/curricoli-e-saperi/educazione-genere-appunti-un-dibattito-prima-puntata-4097305351.shtml

L’Educazione di genere non è una materia, ma un investimento culturale e sociale della scuola. Bisognerebbe uscire dalle camere stagne delle singole materie e promuovere saperi intercomunicanti e comportamenti attivi, fondati su scelte socialmente ed eticamente impegnate.

Concludo poi con quest'imbarazzante articolo de Il Fatto quotidiano, che così conclude: "E’ certo giusto che maschi e femmine non siano manipolati pedagogicamente negli schemi stantii maschi/pistole e femmine/bambole, così imponendo loro dei ruoli. Ma ciò non può lasciare spazio a chi pretende di interscambiare con disinvoltura le caratteristiche genetiche tra i sessi. Viva la parità, ma nell’ambito della differenza tra i sessi.

Ecco l'articolo intero: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/28/cultura-di-genere-diritti-uguaglianza/929468/.

Bah! Boh! Non so, ho messo un po' di bah e boh perchè non mi convince. Io non voglio sopprimere le parole maschio/femmina, non voglio negare le differenze e secondo me è una forzatura dire che le voglia negae il pensiero femminista. Semplicemente penso che nascere maschi o nascere femmine non debba comportare dei ruoli cultralmente predefiniti, e che non bisogna educare i bambini e le bambine a questi ruoli prefabbricati. Non condivido però quando dice che i concetti di maschilità e femminilità siano dinamici o liquidi. Mi lascia molto perplessa quando dice che si vuole una "integrale sostituzione dell'identità biologica con quella di genere, l'identità sessuale viene abrogata in favore del genere". Mostrare ai bambini e alle bambine modelli di mamme che lavorano e papà che aiutano in casa è semplicemente cercare di decostruire stereotipi millenari.


progetti, che, se formalmente hanno l’obiettivo di contrastare il bullismo omofobico, nei fatti rischiano di diventare lo strumento per “educare” bambini e ragazzi all’ideologia gender, che teorizza una sessualità liquida e svincolata dalla realtà corporea della persona.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2014/03/24/una-conferenza-su-scuola-educazione-sessuale-e-gender/#.UzXB-17PNCZ
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Pur confermando che la scuola deve educare al rispetto e combattere ogni forma di violenza, le associazioni promotrici esprimono perplessità riguardo a questi progetti, che, se formalmente hanno l’obiettivo di contrastare il bullismo omofobico, nei fatti rischiano di diventare lo strumento per “educare” bambini e ragazzi all’ideologia gender, che teorizza una sessualità liquida e svincolata dalla realtà corporea della persona.

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