Ancora sulla bufala gender: risposte al primo articolo

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La settimana scorsa ho pubblicato qui un articolo sulla bufala gender che ha avuto una visibilità straordinaria. Ad oggi ha avuto 98mila letture, un record per questo piccolo sito.

Oltre alle tante condivisioni sui social network e letture ho ricevuto molte lettere, anche. Intanto lettere di ringraziamento, perchè l'articolo è piaciuto, perchè pare che veramente faccia chiarezza sul tema, come io speravo.

Ringrazio anche chi mi ha giustamente fatto notare che l'articolo/intervista non era firmato. Vero, non era firmato poichè sono sempre io l'autrice di questo sito (quando non diversamente indicato) e mi presento nella pagina Contattaci. Comunque sono Donatella Caione, editrice di libri per bambini/e, particolarmente interessata alla pubblicazione di libri sulle tematiche dell'educazione alla differenza, al genere, alla prevenzione della violenza.

In realtà poi l'articolo non è una intervista ma una sorta di prontuario con domande e risposte realizzate in base alla mia esperienza di dubbi che ha la gente su questo tema. Tema che seguo dal suo insorgere e che ho visto spuntare fuori dal nulla e diffondersi negli ultimi due anni.

E ora invece voglio rispondere a chi mi ha tacciato di ignoranza e ha pensato bene di dovermi spiegare qualcosa che non mi sarebbe chiaro.

Ad esempio, poichè ho citato il libri di Miriano Sposati e sii sottomessa, mi è stato detto che non ho inteso il significato positivo della parola "sottomessa". E quindi si è premurata di spiegarmelo: mi ha detto che è una cosa bellissima, che vuol dire essere il fondamento della vita familiare, vuol dire essere una persona che dà la vita ogni giorno, che sorride ai figli, che è di supporto a marito e figli, che è consapevole di essere il fondamento della famiglia. Che dire, io queste considerazioni sul ruolo delle mamme le condividerei pure fermo restando che è lo stesso ruolo anche per i papà.  Io poi ho scelto per motivi vari di fare la mamma a tempo pieno e l'editora part/time con l'ufficio dentro casa e quindi nel mio caso è stato naturale assumermi qualche incombenza genitoriale in più. Ma ognuno/a fa le sue scelte ma senza sentirsi sottomessa! E nè sarebbe sottomesso un padre che decidesse di fare il casalingo. e nè è giusto pensare ad un papà che si assume meno responsabilità, sia che la mamma lavori fuori casa o no. Perchè non parlare di parità? Non capisco che c'azzecca la sottomissione che vuol dire prevaricazione, sopraffazione, dominio, comando e quindi reca con sè anche un forte contenuto violento. Le parole sono importanti, usiamo le parole giuste.  Il libro l'ho letto, è abbastanza insulso, lei poi tra l'altro non mi pare affatti sottomessa e nè mi pare una mamma che sta a tempo pieno con i figli, ma il titolo è atroce. Ed è proprio emblematico di una mentalità: insegnare alle bambine ad essere sottomesse. No, mi spiace, non ci sto!  Si fa tanta fatica ad insegnare alle giovani donne a farsi rispettare, a non farsi incastrare in rapporti di un certo tipo, basati su ruoli non paritari anche quando non proprio violenti... e poi parliamo di sottomissione?

C'è stato poi chi si è premurato d comunicarmi che ama gli omosessuali, non è vero che è omofobo. Non è vero che i cattolici sono omofobi. Ma certo che non è vero, mai pensato e mai detto. Ho detto che i cattolici che hanno inventato la teoria del gender, quelli dell'hashtag Difendiamoinostrifigli, quelli che non desiderano che a scuola si combata l'omofobia sono omofobi. Certamente non lo sono tutti. Anzi... ci sono cattolici e cattoliche profondamente feriti/e dall'omofobia di altri cattolici.

Mi è stata poi inviata una mail (credo dalla stessa persona di sopra) che contiene solo un link, questo. E' il link ad una pubblicazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Una pubblicazione del 2010, piuttosto articolata, di quasi 70 pagine in cui si cerca di definire quali dovrebbero essere i contenuti dell'educazione sessuale in Europa, partendo dalla nascita, in modo generico. Però mi è utile questo riferimento perchè mi permette di spiegare come è nata, all'interno della bufala gender, la bufala sulla masturbazione. C'è stata una vera e propria campagna di stravolgimento di questa pubblicazione dell'Oms ovviamente strumentale. Questo testo di 5 anni fa all'improvviso è finito tra le mani di qualcuno/a che ha pensato bene di usarlo per manipolare soprattutto per i riferimenti alla masturbazione infantile. Qui NON SI DICE che bisogna insegnare ai bambini/e a masturbarsi, NON SI DICE che è obbligatorio parlare di masturbazione, NON SI DICE che la scuola sia obbligata a farlo, NON SI DICE soprattutto che la scuola italiana lo faccia. A parte questo io penso che non sarebbe male formare le insegnanti sull'argomento perchè è molto frequente che bambini e bambine scoprano in modo spontaneo che determinati movimenti o gesti possono dare piacere e quindi è utile che noi grandi sappiamo rispondere a loro eventuali domande o sappiamo come intervenire se li vediamo compiere in pubblico questi gesti, senza creare tabù. L'espolrazione da parte di bambine e bambini del loro corpo è un fenomeno naturale e normale, così come naturale deve essere fornire informazioni.

Bah... visto che gli piace tanto la parola masturbazione, mi viene d dire che c'è troppa masturbazione mentale!

Alla prossima riflessione sulla bufala gender! Donatella Caione