Aiuto, il mio treenne non mi obbedisce!

Intanto, lasciamo perdere urli e sculacciate, il nostro comportamento è un modello per il comportamento del bambino.

Se non riusciamo a restare calmi, a interagire in modo deciso ma sereno noi come potranno imparare a farlo loro che imparano da noi? Cerchiama invece di coinvolgerli, ai bambini come a noi non piace avere la sensazione di dover solo obbedire.

A volti invece noi adulti tendiamo a pretendere che corrano appena li chiamiamo, senza magari chiederci se non stanno interrompendo un gioco sul più bello. E' giusto invece dargli tempo, preavvertirli... cosa direbbe il papà se pretendessimo che venga a tavola interrompendo la partita? Cerchiamo anche di programmare le attività in modo da evitare le criticità: se manca un quarto d'ora a cena non invogliamolo a tirare fuori le costruzioni che poi lo appassionano ma magari dedichiamo quel tempo alla lettura di un piccolo albo illustrato.

E' sempre importante mediare un po', mostrare di comprendere i loro sentimenti e spiegare i nostri (lo so che non vorresti interrompere questo gioco ma la cena è pronta e si raffredda, oppure ma io sono stanca e vorrei metterti il piagiamino così poi mi riposo...). Spiegare ciò che proviamo noi è sempre importante, aiuta a capire e a empatizzare. Perchè non vogliamo che urli? Perchè ci dà fastidio, ci innervosisce... e diciamolo allora... Perchè vogliamo che venga a tavola? Perchè ci piace mangare tutti insieme e che il cibo non si raffreddi... e diciamolo!

Ed è importante anche offrire delle piccole alternative (vuoi mettere i giochi apposo adesso o dopo cena? Vuoi che ti auti io o vuoi farmi la sorpresa di fare da solo?). Il bambino così si sentirà coinvolto, ascoltato, sentirà di poter in parte decidere lui e sarà felice di poter trovare una mediazione tra ciò che gi chiediamo e ciò che desidera lui. D'altronde non faremmo co anche con i grandi, che siano  familiari, amici, colleghi...

Insomma, per una corretta relazione col bambino non comportiamoci diversamente da come ci comporteremmo con i grandi che amiamo e rispettiamo: spiegare, porre alternative, mostrare di comprendere i sentimenti altrui e spiegare i nosri sono tutte cose molto importanti per una comunicazione in famiglia democratoca e basata sull'ascolto.