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Sorelle che litigano

Le miei figlie di 16 e 10 anni non fanno altro che litigare per qualunque motivo.
La più grande cerca di prevalere sull'altra, la comanda a bacchetta e le fa i dispetti; la piccola invece non solo le sposta le cose, le fa i dispetti ma rovista anche nelle sue cose e le legge i messaggi sul cellulare.
E non parliamo del rapporto fra me e la grande: io non capisco mai nulla, non so niente della vita e dico solo sciocchezze!

Lettera a un adolescente, di Vittorino Andreoli

Che bello che è questo libro, per una mamma di adolescenti! Sì, perchè lo avevo già letto qualche anno fa ma non l'avevo apprezzato quanto nella rilettura che ho fatto recentemente.

La comunicazione genitori - figli: Effetti delle dodici risposte tipiche genitoriali

Tratto da "Genitori efficaci" di Thomas Gordon, ed. La Meridiana

1) Dare ordini, dirigere, comandare (Smettila di...) Questi messaggi comunicano al figlio che i suoi sentimenti o bisogni non sono importanti; egli deve conformarsi ai sentimenti e bisogni dei genitori. Lo inducono a non sentirsi accettato, a temere il potere del genitore, possono provocare sentimenti di risentimento o rabbia che spesso lo inducono a reagire ostilmente, a incollerirsi, a ritorcersi, a resistere e a mettere alla prova la reale volontà del genitore.

2) Avvertire, ammonire, minacciare (se lo fai...te ne pentirai) Questi messaggi possono rendere un figlio timoroso e remissivo. Possono suscitare risentimento e ostilità come quando si danno ordini, si dirige, si comanda. Possono indurlo a credere che il genitore non abbia rispetto dei suoi bisogni e desideri. Inoltre a volte i figli sono tentati di verificare per vedere se la minaccia verrà eseguita e quindi di fare la tal cosa solo per vedere se le conseguenze si verificano.

Dodici esercizi per essere genitori consapevoli

Tratto da "Benedetti genitori; guida alla crescita interiore del genitore consapevole" di Myla e John Kabat-Zinn Ed. Corbaccio.

1. Cercate di immaginare il mondo dal punto di vista di vostro figlio, mettendo intenzionalmente da parte il vostro. Fatelo ogni giorno, per qualche istante, per ricordare a voi stessi chi è questo figlio e che cosa affronta nella vita.

2. Immaginate come apparite agli occhi di vostro figlio, che ha voi come genitori, in questo momento: questa nuova prospettiva come potrebbe modificare il modo in cui vi muovete nel corpo e nello spazio, il modo di parlare e ciò che dite? Come volete relazionarvi con vostro figlio in questo momento?

La sofferenza di non capire

La sofferenza di non capire è in genere collegata a una scarsa autostima e insieme derivano dall'avere difficoltà di cui non si è consapevoli. Difficoltà che non vengono riconosciute ma al contrario vengono fatte vivere come colpe.

Imparare la poesia a memoria è facile per il compagno di banco che basta la legga 4-5 volte e l'ha imparata. Non è così per lei/lui che ci perde l'intero pomeriggio ma alla fine le rime si confondono, le strofe si alternano e... c'è poco da fare, la poesia si riesce a impararla bene se c'è la domenica di mezzo per ripeterla un po' alla volta.  Una volta imparata poi non la dimentica più... ma poco importa... dopo qualche giorno è roba vecchia e ce ne è da imparare un'altra!

E quelle divisioni a due cifre... perchè la maestra non capisce che non è questione di impegno, che non vi è una colpa, ma semplicemente una difficoltà che a volte deriva dall'utilizzare quel tipo di metodo in particolare!