Educazione

L'educazione

Non dire mai al tuo bambino di non piangere come una femminuccia

Non piangere come una femminuccia

Sono molti i motivi per cui è sbagliato dire questa frase:

Intanto perché gli si passa il messaggio, anche inconsapevolmente, che essere una femmina è meno importante,  che le femmine sono inferiori.  Se essere una maschiaccia per una bambina è una cosa accettabile, non si accetta che un bambino si comporti da femminuccia (a prescindere dal motivo per cui lo si dice).

Corretta informazione a scuola sulle malattie sessualmente trasmissibili

Testo del libro

Lo scorso gennaio, dopo aver ricevuto la segnalazione di come il libro per la terza media Universo scienze tratta il tema delle malattie sessualmente trasmissibili, con alcune amiche abbiamo scritto una mail e l'abbiamo inviata ad editore (Fabbri, gruppo Rizzoli) e ministre di Salute e Istruzione.

Oggetto: Corretta informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili

Libri per educare all'intercultura

Libri sull'intercultura

Educare i ragazzi e le ragazze alla diversità culturale, all'accoglienza, all'importanza dell'aprirsi agli altri è un tema che è molto caro alla Casa Editrice Mammeonline. E tanto più lo è in questo periodo buio e triste, in cui sembra che abbiamo tutti dimenticato da dove veniamo e cosa abbiamo vissuto. In cui insomma sembra che abbiamo dimenticato la nostra storia.

Tutto quello che c'è da sapere sulla bufala del gender

Quando comincia la questione gender?

Tutto comincia un paio d'anni fa, mentre da più parti si comincia a parlare dell'importanza di educare ai sentimenti e contrastare gli stereotipi di genere (anche per contrastare la violenza contro le donne e il bullismo, compreso quello omofobico) si comincia a creare la voce di una certa ideologia gender che vorrebbe negare le differenze uomo-donna. Poi con i mesi questa ideologia gender, che in realtà non esiste, viene "arricchita" di contenuti sempre più spaventosi.

Eco, le bufale, il sessismo, i social...

Si è discusso molto nei giorni scorsi sulle considerazioni di Umberto Eco: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».