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I genitori e il successo scolastico

Ogni volta che parlo con altri genitori di scuola mi colpisce notare come i genitori quasi sempre considerino il successo scolastico il principale, se non unico, parametro di valutazione dei propri figli.

Se un bambino o una bambina è molto bravo a scuola, altri problemi non esistono. Forse il bambino disturba a scuola, oppure a casa è prepotente, abituato a chiedere e ottenere, oppure ansioso, magari non dorme la notte o ancora si rifugia nel lettone, ma se è bravo a scuola tutto il resto diventa secondario.

I colloqui!!!

I colloqui! Il momento tanto temuto da insegnanti, genitori e studenti!

Dagli insegnanti, che sempre più spesso devono ascoltare genitori che dovrebbero ascoltare e invece vogliono solo difendere e parteggiare per i figli e contrastare ciò che gli insegnanti dicono; temuto dai genitori che devono affrontare lunghe code in affollati corridoi per conoscere poi dei voti che già conoscono e affrontare il disagio di non riuscire a offrire il loro punto di vista, e dagli studenti... inutile spiegare il perchè!

Scegliere gli insegnanti

Sì, lo so, è una provocazione forte, ma sarebbe bello se i ragazzi potessero scegliere i professori!

E oggi consiglio di classe...

E oggi c'è il nuovo consiglio di classe... e ci dovranno essere le prime spiegazioni perchè tutti i prof sono nuovi e devo con velocità farmi una idea di loro, individuare quelli con cui mia figlia pare per ora avere più difficoltà e capire com affrontarli. Ah... quante competenze che sono richiese a una mamma di figlio dsa! Tanto più quanto questa figlia non vuole saperne di certificare la diagnosi, di ricevere gli ausili che le spettano per legge!

Ieri, incontro col preside ed elezioni

Ieri al liceo di mia figlia ci sono state le elezioni dei consigli di classe. Solita scarsissima affluenza, solite poche facce e sempre le stesse, soliti pochi candidati, come la sottoscritta che continua imperterrita a candidarsi e votarsi, ricevendo il suo solo voto... come se avesse senso una rappresentanz senza... rappresentanza! Ma tant'è... è comunque un modo per trasmettere ai figli un messaggio di partecipazione.

Basta che c'è il ballo!

Ieri mia figlia è tornata da scuola arrabbiatissima! Ci sono state le elezioni scolastiche e ha vinto la lista che al centro del suo programma ha messo la creazione di un annuario scolastico e l'elezione, al ballo di fine anno, di un re e di una reginetta!

No comment!

I giovani non credono più nella scuola

Ieri sera al telegiornale dicevano che le aziende non riescono a trovare tecnici ed operai specializzati da assumere e che i dati sulle nuove iscrizioni alle scuole superiori mostrano che calano sempre le iscrizioni agli istituti tecnici e professionali e aumentano quelle ai licei.

Comincia il mal di pancia

Comincia il mal di pancia... per me intendo, ma suppongo anche per mia figlia.

Non abbiamo più niente

"Non abbiamo più niente", "La scuola sta morendo", "Ci manca tutto"... sono solo alcune delle frasi che sentiamo dire dalle insegnanti in questo inizio di anno scolastico. Va sempre peggio, ogni anno un po' peggio dell'anno prima, mancano insegnanti, mancano bidelli (e chiamiamoli così, come li abbiamo sempre chiamati!), manca l'indispensabile per la gestione.

Scoperte e condivisioni

Si comincia dai soliti discorsi di mamme, la mamma più giovane (in genere anche più giovane d'anzianità mammesca) comincia a raccontare delle piccole difficoltà o ansie, la mamma più vecchia ascolta e comprende. E un po' ricorda e rivive, quei messaggi di disagio le dicono qualcosa, sveglino ricordi, rabbie anche... ma soprattutto generano condivisione. E una parola tira l'altra, il racconto si amplia e si scoprono tante cose in comune nelle reciproche esperienze.